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Paola Cortellesi: la regina della commedia italiana che ha iniziato cantando

"Credo che il cinema non debba essere solo semplice intrattenimento e che il suo compito debba essere quello di comunicare qualcosa"

Paola Cortellesi nasce a Roma il 24 novembre 1973. E’ uno dei volti femminili della TV e del cinema più amati d’Italia. Una regina della commedia doc. Inizia a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo molto giovane. Infatti, a soli 13 anni ha prestato la voce per la sigla Cacao Meravigliao di quel programma – Indietro tutta (1987) di Renzo Arbore e Ugo Porcelli – che tanti talenti ha sdoganto nel mondo dello spettacolo italiano. Prima di arrivare sul grande schermo ha partecipato a diverse trasmissioni televisive. Già in queste occasioni si è distinta per le più disparate abilità e per la sua naturale simpatia.

Il trionfo vero e proprio della sua carriera, però, è arrivato quando ha partecipato nel 2000 alla trasmissione Mai dire goal, per poi passare agli altri “mai dire” Gialappa’s Band: Mai dire Grande Fratello (2001), Mai dire domenica (2002) e Mai dire lunedì (2005). Sempre nel 2000 appare per la prima volta sugli schermi dei cinema come attrice protagonista nel film Chiedimi se sono felice.

Paola Cortellesi: da attrice comica a presentatrice televisiva e attrice drammatica

Oltre alle sue doti di intrattenitrice televisiva e attrice comica si aggiungono anche quello di presentatrice e attrice drammatica. Infatti, nel 2004 il suo talento l’ha portata a partecipare alla conduzione del Festival di Sanremo a fianco a Simona Ventura, Gene Gnocchi e Maurizio Crozza. Nel 2008, invece, arriva la prima  candidatura ai David di Donatello come migliore attrice non protagonista in Piano, solo. E’ un film drammatico che racconta la storia del famoso musicista Luca Flores e dove interpreta sua sorella.
Un altro anno importante per l’attrice romana è il 2011 quando accompagna Claudio Bisio nella direzione del programma Zelig e contemporaneamente vince il David come miglior attrice protagonista Nessuno mi può giudicare di Massimiliano Bruno.

Gli ultimi film dell’attrice e l’amore conosciuto sul set

La sua carriera è ricca di interpretazioni in commedie, le più famose e recenti sono Un boss in salotto con Luca Argentero, Sotto una buona stella con Carlo Verdone, Scusate se esisto, Mamma o papa?, Come un gatto in Tangenziale e il sequel Ritorno a Coccia di Morto. Questi ultimi tre sono, tra l’altro, diretti dal regista Riccardo Milani, suo marito dal 2011.
I due, prima di sposarsi, sono stati fidanzati 8 anni. Infatti, si sono conosciuti nel 2003 sul set del film Il posto dell’anima in cui lui gestiva la regia. Dal 2013 sono diventati genitori di Laura prima figlia per Paola Cortellesi, mentre Milani aveva già due bambine dal precedente matrimonio: Chiara e Alice.

Paola prima di essere un’attrice è una donna che sostiene le donne

Nonostante il suo lato sempre ironico l’attrice ricorda: “Credo che il cinema non possa essere solo semplice intrattenimento e che il suo compito debba essere quello di creare un varco per poter comunicare qualcosa allo spettatore, per aiutarlo a riflettere, coniugando con semplicità, comicità e dramma”. E questo lo ha dimostrato in molteplici occasioni, soffermandosi soprattutto a sensibilizzare il delicato argomento della violenza sulle donne.

Nel 2016 in un programma su Rai 1 l’attrice, insieme a Claudio Santamaria, ha interpretato un pezzo ispirato, appunto, a questa problematica. È la storia di Valentina e Giorgio e dell’evoluzione del loro rapporto, da bambini, adolescenti, fidanzati e infine sposi. Valentina da bambina crede nell’amore. Dopo aver vissuto l’esperienza della violenza fisica e psicologia da parte di Giorgio, da adulta non ci crede più.

Un’altra occasione è stata nel 2018, durante la cerimonia del David di Donatello, in cui ha recitato un monologo scritto da Stefano Bartezzaghi. Il discorso interpretato dall’attrice voleva dimostrare come la lingua italiana “discrimina” in un certo senso il genere femminile. Infatti, un termine maschile che ha il suo chiaro significato se lo si declina al femminile può assumere un senso dispregiativo.
Non ci resta che fare i migliori auguri a Paola, artista esplosiva, ma allo stesso tempo donna sensibile che sostiene le donne.

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Arianna Varvesi

Tv e Cronaca rosa

Romana, studentessa di Giurisprudenza presso l’Università degli Studi Roma Tre. Appassionata di psicologia criminale per cui ha seguito diversi seminari dedicati alle tecniche di riconoscimento della menzogna. Ha approfondito le tematiche del diritto internazionale tanto da prendere parte ad una simulazione ONU organizzata secondo il Model United Nation.
Si occupa di serie tv sul blog di VelvetMAG dedicato ai VIP www.velvetgossip.it. In particolare reality e talent show senza distogliere lo sguardo dalla cronaca rosa.

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