Mattia Mingarelli morto in Valmalenco: spunta una strana coincidenza

A Quarto Grado si è tornati a parlare di Mattia Mingarelli. Il caso del trentenne di Albavilla, scomparso il 7 dicembre e ritrovato senza vita la Vigilia di Natale a Chiesa in Valmalenco, è ancora avvolto nel mistero. L’autopsia sul cadavere, ricordiamo, non ha rilevato segni di violenza. Sono emerse, però, due fratture importanti alla testa che potrebbero essere compatibili con una caduta accidentale al suolo, ma anche con colpi ricevuti alla nuca da un corpo contundente. Per questo, la Procura di Sondrio continua a tenere aperta tutte le ipotesi, compresa quella dell’omicidio. Difficile comprendere quello che potrebbe essere successo al giovane ma, nella trasmissione di Rete 4 si parla di una strana coincidenza che lascia molti dubbi.

Come riporta Ultime Notizie Flash, un telespettatore ha, infatti, contattato la redazione del programma per parlare di un’altra morte strana, quella di un ragazzo di 34 anni Dorian Antonelli, morto a pochi chilometri di distanza da dove è stato ritrovato Mattia, meno di 40 in linea d’aria. Anche lui sarebbe morto per un tragico incidente, in una notte di festa, ad agosto. Anche lui si sarebbe avventurato in un sentiero e avrebbe perso la vita. Ma non sono questi i dettagli che contano, i dettagli a far pensare a un possibile collegamento sono ben altri.

Il giovane Antonelli infatti lavorava presso la stessa azienda in cui lavorava prima di morire Mattia Mingarelli. La famiglia di Dorian, contattata dai giornalisti di Quarto Grado ha spiegato che all’inizio anche a loro la morte del ragazzo sembrava strana ma che poi, gli esami autoptici e le indagini avevano fugato ogni dubbio. Non pensano quindi che ci possa essere un collegamento tra le due storie. Hanno inoltre spiegato che Dorian lavorava in quell’azienda quando Mattia ancora non era arrivato, i due non si conoscevano.

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Mattia Mingarelli: il corpo è stato spostato? Spunta un nuovo dettaglio

Il sopralluogo effettuato dagli inquirenti nella località “Ai Barchi” in Valmalenco, avrebbe fatto emergere un nuovo dettaglio sulla misteriosa morte di Mattia Mingarelli. I carabinieri di Sondrio assieme a Umberto Genovese, specialista dell’istituto di Medicina legale dell’Università degli studi di Milano e a Paolo Tricomi, medico autore dell’autopsia sul giovane, hanno ripercorso l’ultimo tragitto effettuato da Mattia. L’idea era proprio quella di valutare gli ultimi spostamenti dell’agente di commercio, prima di cadere esanime nella neve a poche centinaia di metri dal rifugio e dal luogo in cui è stato trovato il suo smartphone. Stando alle prime indiscrezioni, il sopralluogo avrebbe fatto emergere un particolare non di poco conto.

Come scritto da GiornalediLecco.it, infatti, una scarpa del trentenne sarebbe stata trovata a venti metri dal corpo. Un dettaglio molto importante che apre a diverse ipotesi. Tra tutte quella che il corpo sarebbe stato trasportato. Quello che ora preme gli inquirenti è ricostruire, per filo e per segno, gli ultimi spostamenti di Mattia. Una ricostruzione che, però, al momento avrebbe un buco nero di almeno due/tre ore dato che la versione di Giorgio Del Zoppo, presenta più di una lacuna. A confermare che la vicenda presenta ancora molti punti oscuri è il procuratore di Sondrio Claudio Gittardi al Corriere di Como. “È una vicenda particolare, ci sono ancora diversi aspetti da chiarire“. Parlando del sopralluogo, Gittardi ha sottolineato: “Era necessario fare una ricognizione sul posto, ora che in parte è anche sgombero dalla neve. Ora si tratta di mettere insieme tutti i tasselli“.

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