Chicche di Velvet

La storia dell’iconico profumo J’adore di Dior

Il profumo nato come un’ode alla donna e alla sua bellezza

Uno dei profumi più famosi e idolatrati di Christian Dior è J’Adore. L’odore inconfondibile e l’iconica boccetta dorata hanno conferito a questo profumo l’etichetta di fragranza perfetta, almeno secondo i più. Tutto ha avuto inizio nel 1999. J’Adore è un profumo nato con l’intenzione di rendere omaggio alla passione del celebre stilista per i fiori e anche come ode alle donne.

Il naso che si cela dietro questa creazione è Calice Becker, la quale ha immaginato di avere davanti a sé un ricco bouquet di fiori profumati ma giocosi al tempo stesso. Dai fiori più nobili, come ad esempio l’ylang-ylang delle Comores, per poi passare al gelsomino Sambac e la rosa Damascena, J’adore di Dior ha raggiunto l’obiettivo e restituisce una fragranza elegante e femminile. Per la boccetta iconica è servito l’aiuto del designer Hervé Van Der Straeten. Quest’ultimo, per restituire il packaging che vediamo oggi, si è lasciato ispirare dalla forma di un’anfora. Ad oggi, possiamo definire la boccetta come un gioiello a sua volta, bellissima da ammirare sulla toeletta e anche da collezionare.

La storia di J’Adore, il profumo di Dior dedicato alle donne

Sapevate che i profumi possono ottenere anche dei premi? J’adore di Dior per due anni di fila ha vintoil FiFi Award come migliore profumo femminile dell’anno. Per le campagne pubblicitarie, Dior si è affidato al fascino senza tempo di icone del cinema e della moda, come ad esempio la modella Carmen Kass che nuotava beata in una vasca dorata, così come la magnetica Charlize Theron . Per le sue campagne pubblicitarie, l’iconica maison francese ha scelto anche icone come Grace Kelly, Ava Gardner, Marilyn Monroe e Marlene Dietrich.

Ad oggi, la linea J’adore non comprende soltanto il profumo ma anche una linea bagno&corpo per accompagnare anche il rituale da bagno. Vi chiederete: ma perché si chiama così? Pare che Christian Dior amasse ripetere in continuazione “J’adore” quando qualcosa lo colpiva profondamente.

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