Nek i retroscena sul tradimento: “Mi si buttò addosso”

A volte un grande amore riesce a superare qualsiasi difficoltà, anche trionfare su quegli errori che per alcune coppie sembrano invece voler dire categoricamente la fine della relazione. Effettivamente, chi lo dice che in amore ci sono regole fisse ed uguali per tutti? Prendiamo come esempio il tradimento. Una piaga molto dolorosa, che più delle volte divide e allontana bruscamente le persone. Ma al contrario, in alcuni e rari casi, capita che il tradimento possa addirittura avvicinare molto di più.

Non lontane sono le canzoni che canta Nek, il quale intona spesso parole di amori nati e finiti con la speranza che tutto possa ritrovare il proprio equilibrio. Ma per il cantautore di Sassuolo, la sua musica spesso si amalgama perfettamente alla sua vita privata e ne ritrae un profilo che è difficile non interpretarlo. Recentemente, tra le pagine del settimanale ‘Vanity Fair’, Filippo Neviani in arte Nek, ha confessato alcuni dettagli della sua sfera privata, ritornando su un periodo molto difficile vissuto con la sua attuale coniuge.

Con Patrizia Vacondio insieme da 15 anni, hanno affrontato una prova molto delicata, la quale ha messo in discussione il loro rapporto e la fiducia. Nek ne parla nella recente intervista rilasciata a ‘Vanity Fair’ e con questa dichiarazione, apre uno dei capitoli più brutti della sua vita privata:

“Faccio un mestiere che induce in tentazione. Le volte che ho preso questo gioco sottogamba sono state quelle in cui mi sono fatto più male, con il rischio di conseguenze pesanti. Ora non mento più.”

Il retroscena

Il cantante racconta una storia di tradimento, la sua. Quella di una coppia che ha dovuto superare per potersi ritrovare più forti di prima. E Nek oggi,  ha il coraggio di raccontarlo e di spiegare i dettagli di quel tradimento che lo avevano allontanato da Patrizia.

Mi si buttò addosso, piangendo. Cercai di tranquillizzarla, la coprii con un accappatoio, la invitai a entrare e sedersi, offrendole da bere. Poi ho chiamato il mio assistente e insieme l’abbiamo accompagnata fuori. Io e mia moglie ci siamo ritrovati ammettendo lo sbaglio. Chiedendo scusa. Guardandoci negli occhi, trovando lì la conferma del sapere che siamo fatti l’uno per l’altra. Non tengo più l’altro all’oscuro, lontano, nell’omissione.”

Si sà, l’errore è umano, ma quando in ballo c’è il sentimento e la fiducia, la posta in gioco è altissima. E anche se non per tutti il finale sia lo stesso, quello che conta è il valore che racchiude una presa di coscienza e ammette all’altro l’errore e cercare di non ripeterlo un’altra volta.

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