Oggi benedetto dal successo televisivo, confermato dall’apprezzatissima apparizione al recente GF Vip (alla quale seguirà un ritorno previsto per la prossima edizione), a metà della propria carriera Pupo attraversò una fase particolarmente difficile. Debiti, depressione e la ben nota dipendenza dal gioco d’azzardo pregiudicarono profondamente il percorso artistico del cantante; in un’intervista concessa a AdnKronos, Ghinazzi è tornato seriamente a discutere l’argomento, senza nascondere gli aspetti più cupi del periodo.
I debiti e il gioco d’azzardo, Pupo rievoca il suo momento più difficile alla fine degli anni ’80: “Mi salvò la vita la ventata di un camion”
“Era la fine degli anni ’80”, rievoca oggi Pupo, tornando con la mente a quel complicato periodo di metà carriera. “Avevo perso tutto, ero pieno di debiti e mi avevano pignorato la casa. La banca mi chiedeva cinquanta milioni, e io non li avevo“. La difficoltà del momento lo spinse a ricorrere ancora una volta al gioco d’azzardo; una scelta il cui esito lo portò a un passo da un gesto estremo. “Cercai fortuna al Casinò“, spiega ancora Enrico Ghinazzi. “Persi altri 40 milioni. Così al ritorno mi fermai sul cavalcavia tra Toscana e Emilia, e andai verso il viadotto“.
A evitare il peggio fu, come spesso accade, un segno del destino: “Improvvisamente passò un camion, e lo spostamento d’aria della sua velocità mi risvegliò dal torpore“, ammette oggi Pupo. “Mi ha salvato la vita. Da quel momento ho iniziato a recuperare tutto”. Di quel periodo rimane oggi la capacità di “gestire l’attesa e la sofferenza“, spiega ora. “Saper sopportare l’attesa di qualche risposta è decisivo, perché proprio in quei momenti si fanno gli errori più gravi. La sofferenza è un diavolo causato anche dalle attese, che sanno lacerarti. Io sono riuscito a gestirle entrambe“.
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