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Chi era Shyamala, la madre di Kamala Harris: il suo primo “supereroe”

Ne parla nel suo libro "Siamo tutti supereroi", ma in realtà ne parla dall'inizio del suo percorso

Si chiama Siamo tutti supereroi il libro di Kamala Harris, in cui la Vicepresidente degli Stati Uniti ripercorre la sua vita raccontando le persone che l’hanno resa speciale. Con uno sguardo che, nelle premesse, ricorda molto quello di Michelle Obama e del suo besteller Becoming, e che è dedicato alle donne più importanti del suo percorso.

I supereroi di Kamala Harris

Anche Kamala Harris da bambina cercava i suoi supereroi. Punti di riferimento a cui ispirarsi, donne e uomini coraggiosi, persone che le insegnassero ad affrontare i problemi della vita. Ed è proprio di questo che parla nel suo libro Siamo tutti supereroi, edito Mondadori. Il primo grande esempio della sua vita è stata proprio sua mamma Shyamala Gopalan, una donna che – racconta Kamala – le ha insegnato a stare al mondo e credere nei suoi sogni. È stata lei a dirle che poteva essere chiunque volesse: un insegnamento che oggi, mentre Kamala è diventata la prima donna Vicepresidente (e afro-indo-americana) degli Stati Uniti d’America, appare ancora più prezioso.

Chi era Shyamala Gopalan?

Il pensiero alla madre è da sempre uno dei fil rouge del discorso pubblico di Kamala Harris. In molte occasioni ha infatti ricordato come la donna che l’ha cresciuta credesse davvero nell’America. E soprattutto il perché. Scomparsa a 70 anni nel 2009, Shyamala emigrò dall’India in America nel ’60, per poi diventare una scienziata ed oncologa specializzata nella cura del cancro al seno. Un simbolo, a tutti gli effetti, dell’emancipazione femminile e in qualche modo di un american dream concreto e non solo decantato. Valori e ambizioni che sua figlia Kamala è riuscita a interpretare e portare avanti anche nel suo percorso. “Penso a lei e penso a intere generazioni di donne, di colore, asiatiche, bianche, latine, native americane, che si sono battute per questo preciso momento”. Già: la mela non cade mai lontana dall’albero.

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