Diete

Dieta del gruppo sanguigno: cosa mangiare in base al proprio. Funziona davvero?

Da più di 20 anni si sente parlare della dieta del gruppo sanguigno, ideata dal naturopata italo-americano Peter D’Adamo. Secondo quello che sostiene il suo ideatore, il gruppo sanguigno influirebbe nel rapporto tra il cibo e il metabolismo. Ogni gruppo, dunque, sarebbe predisposto a consumare alcuni cibi evitandone degli altri. Ma in che modo funziona questa dieta? E, soprattutto, funziona davvero?

Dieta del gruppo sanguigno: di cosa si tratta?

La teoria portata avanti dalla dieta del gruppo sanguigno sostiene che nel gruppo sanguigno si trovino delle proteine, chiamate lectine, in grado di influenzare il metabolismo. Per questo motivo, dunque, si dovrebbe scegliere la propria alimentazione basandosi sul proprio gruppo (A, B, AB o 0). Coloro che presentano il gruppo 0, ad esempio, sono caratterizzati da una predisposizione verso i cibi di origine animale, soprattutto la carne. Per questi soggetti sono sconsigliati i latticini, i cereali e i legumi. Tutto il contrario, invece, per coloro che presentano il gruppo A. Questi, infatti, sono considerati “agricoltori” e sono predisposti a consumare soprattutto verdure, ortaggi e legumi, evitando la carne.

I possessori del gruppo B sono considerati “nomadi” con un metabolismo efficace che permette loro di consumare tranquillamente tutto. Sono sconsigliati per questi soggetti solamente gli zuccheri e gli alimenti ricchi di conservanti. Chi presenta il gruppo AB, infine, si trova in una posizione intermedia tra quella del gruppo A e quella del gruppo B. Può consumare un po’ di tutto senza esagerare e limitando i latticini.

Funziona davvero? I pareri scientifici

La dieta del gruppo sanguigno ha da subito affascinato tutti e si sono condotti degli studi per cercare di capire se sia davvero efficace. Negli ultimi 20 anni, però, pare che non siano state pubblicate ricerche che assicurano la correlazione tra il gruppo sanguigno e la dieta. Come riporta il sito ufficiale dell’AIRC: “In certi casi chi segue questo regime alimentare dichiara di sentirsi meglio, verosimilmente perché modifica la propria alimentazione quotidiana, rendendola più simile a quella che gli esperti considerano una dieta salutare (indipendentemente dal tipo di gruppo sanguigno)“.

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