Era Mitch Leery in Dawson’s Creek: oggi a 65 anni invecchiato e rughe profonde [FOTO]

Era il 1998 quando andava in onda per la prima volta Dawson’s Creek. James Van Der BeekKatie HolmesMichelle Williams e Joshua Jackson sono entrati nella storia del piccolo schermo raccontando il mondo degli adolescenti in modo unico. Tutti gli appassionati della serie ricorderanno sicuramente Mitch Leery, il papà del protagonista, interpretato da John Wesley Shipp. 

John Wesley Shipp OGGI [FOTO]

Ha interpretato per cinque anni il papà di Dawson nella fortunatissima serie degli anni ’90. Prima del ruolo di Mitch Leery, Shipp, che aveva 42 anni all’inizio dello show, era conosciuto per The Flash, As the world turns One life to live. I fan sfegatati ricorderanno sicuramente che la sua è stata una delle morti più strane del mondo seriale. Il suo personaggio, infatti, muore in un incidente d’auto a causa di un cono gelato, per una richiesta dell’attore di essere eliminato dallo show. Nel 2014 ha ricoperto il ruolo di Henry Allen, il padre di Barry, nella serie The Flash per poi interpretare un’altra sua incarnazione, Jay Garrick. Nel 2018 durante il crossover DC Elseworlds riprende dopo circa 30 anni il ruolo del suo originale Flash del 1990.

Qualche anno fa, il cast di Dawson’s Creek si è riunito per un servizio fotografico sulle pagine di Entertainment Weekly. Assenti, però, proprio i genitori del protagonista. A quanto pare né John Wesley Shipp, né sua moglie sullo schermo Mary-Margaret Humes, sarebbero stati informati della reunion.

Questa è stata una scelta loro, non nostra. Una scelta fatta alle nostre spalle. Siamo rimasti letteralmente sbigottiti quando ci siamo svegliati ieri a New York e a Los Angeles. Abbiamo fatto una piccola intervista telefonica dopo, ma nessuno ci ha mai detto di questo incontro. Per mesi ho postato le foto dei dietro le quinte per condividere la mia esperienze di sei anni in questa serie. Eravamo una famiglia e so quanto significano quelle foto per voi. Vorrei solo che mi fosse stata data l’opportunità di dirvelo di persona. Davvero un peccato“, ha spiegato la Humes.