Trova uovo fossile dal guscio flessibile in Antartide: dentro c’è…

L’Antartide risulta ad oggi una terra inesplorata, custode di grandi segreti sotto i suoi ghiacci perenni. Eppure capita che talvolta qualcosa possa emergere da quelle profondità. Lo sanno bene alcuni ricercatori americani. Un team, coordinato da Lucas Legendre, dell’università del Texas a Austin, ha infatti rinvenuto qualcosa. L’uomo ha trovato un uovo dall’aspetto alquanto singolare, dall’origine ignota. Dopo averlo fatto analizzare, ciò che ne è uscito fuori ha sconvolto l’intero team…

La scoperta agghiacciante…

L’oggetto, immerso tra i ghiacci perenni, si presentava come un grande uovo fossile dal guscio soffice. Al momento della scoperta, nessuno sapeva darsi un risposta in merito a ciò che avevano dinanzi. Il team di ricerca l’aveva denominato “La cosa” in riferimento all’horror fantascientifico che partiva da un presupposto molto simile e da cui sono nate in seguito numerose versioni. Tuttavia, dopo ben nove anni dal ritrovamento, sono arrivati ad una risposta. L’oggetto in questione ha ben 66 milioni di anni ed appartiene ad un enorme lucertola di mare.

La scoperta è la prima del genere nel continente bianco e rappresenta un caso a dir poco eccezionale. Tale rinvenimento risale al 2011, ma è tornata solo recentemente alla ribalta per via del fatto che i ricercatori siano riusciti a trovare una risposta. L’uovo misura 30 centimetri e a lungo è rimasto senza alcuna descrizione nel Museo Nazionale di Storia Naturale del Cile.

Le analisi evidenziano altre peculiarità dell’oggetto: si tratta infatti del fossile del più grande uovo dal guscio soffice mai scoperto. Secondo i ricercatori, a deporre l’uovo sarebbe stato un rettile marino, delle dimensioni di un dinosauro, ad oggi estinto. Si tratta probabilmente di un mosasauro, smontando così quanti non ritenevano che potesse deporle. Tuttavia, Legendre spiega: “è completamente diverso da un uovo di dinosauro. È molto simile alle uova di lucertole e serpenti, ma è di un parente veramente gigante di questi animali”. A prescindere dalla natura dell’oggetto, la scoperta risulta ad oggi sensazionale.