Michael Jackson è stato ucciso? Spunta la lettera: “Ho paura, mi fanno…”

Sono passati 11 anni dal decesso di Michael Jackson. Era il 25 giugno del 2009 quando il cantante, il Re del Pop, moriva a Holmby Hills, in California. Stando alla versione ufficiale, la popstar sarebbe morta a soli 50 anni per infarto cardiaco a causa di un’intossicazione acuta, scatenata dalla somministrazione dell’anestetico propofol, un potente sedativo. Una versione che, però, non ha mai convinto Michael Jacobshagen, uno degli amici più intimi del cantante. Lo ha raccontato nel corso di un programma australiano dal quale è stato intervistato, portando con sé una convincente prova.

La paura di Michael Jackson

Stando a quanto dichiarato da Michael Jacobshagen, infatti, Michael Jackson sarebbe stato ucciso in maniera premeditata. Una convinzione che tormenta l’uomo e la cui conferma gli è arrivata da una serie di lettere – 13 per la precisione – che il cantante gli avrebbe indirizzato nelle settimane antecedenti la morte. In esse, il Re del Pop lo implorava di tornare negli Stati Uniti e gli svelava di temere per la propria incolumità. «Mi fanno molta pressione… ho paura per la mia vita. Stanno tentando di uccidermi», si leggeva in esse. Per questo l’amico sarebbe tornato in fretta e furia dalla Germania – dove si trovava – per assisterlo.

La convinzione di Michael Jacobshagen

I giorni passati assieme a Michael Jackson, prima della sua morte, non hanno che aumentato le convinzioni di Michael Jacobshagen. «Durante quei giorni che ho passato con lui Michael era emotivamente molto provato», ha raccontato nel corso dell’intervista. «Lo hanno ammazzato. È ovvio, tutto tende verso questa spiegazione. Può sembrare una teoria complottista o una str**zata, ma noi della famiglia e i veri fan sappiamo che è così. La storia ufficiale della sua morte è tutta una montatura. Ogni tanto mio padre diceva che qualcuno lo aveva preso di mira. “Mi uccideranno un giorno”, ripeteva», ha poi aggiunto.