Daria Bignardi racconta la malattia: “Anni troppo dolorosi per ricordarli”

Daria Bignardi è ufficialmente tornata in pianta stabile nel mondo della televisione italia, e il suo L’Assedio sembra confermare come il pubblico della giornalista e conduttrice non aspettasse altro. Dopo l’annunciato ritiro del 2017 la carriera della presentatrice sembrava definitivamente conclusasi; in seguito ad un burrascoso periodo personale, il clamoroso ritorno a casa ne ha definitivamente rilanciato le potenzialità. Un giusto trionfo personale, del quale ha parlato con la rivista Elle, concentrandosi in particolare su ciò che per lungo tempo la tenne lontana dall’attività.

Dopo il ritorno con L’Assedio, Daria Bignardi rievoca il periodo della malattia e il percorso riabilitativo: “Non ne ho voluto parlare, ma non sono migliore di altri”

Solamente due anni fa Daria Bignardi raccontò finalmente la propria esperienza nella lotta contro il cancro; lo fece attraverso le confessioni della propria biografia, attirando l’attenzione pubblica su un elemento fino ad allora tenuto nascosto del proprio privato. “Non ho potuto fare a meno di parlarne nel mio libro“, racconta oggi. “Nessuno come uno scrittore è così contento quando gli capita qualcosa di così grosso. Non che mi sfregassi le mani, ma sentivo l’eccitazione. Per lungo tempo però non sono riuscita a parlarne. Notizie così offuscano tutto il resto. Quando passi un periodo così doloroso non hai più voglia di ricordarlo“.

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Non manca di dare qualche consiglio alle lettrici, Daria Bignardi, tracciando un bilancio del proprio percorso finora. “Ognuno di fronte al dolore reagisce a modo suo“, spiega. “Non sono migliore degli altri perché decisi di non parlarne. Alle donne dico di imparare ad ascoltarsi. Dopo i 45 anni si tende a strafare, invece bisognerebbe rallentare. Io stessa so di non avere mai avuto la giusta cura di me“.

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