
La sera di Halloween tutti i bambini del quartiere Lambrate di Milano si sono riuniti verso le 19:30 per truccarsi e prepararsi per la serata. Il gruppetto, composto da una decina di ragazzi, ha tirato fuori i travestimenti e nel giro di un’oretta erano tutti pronti: due vampiri, quattro streghe, tre lupi mannari e un fantasma. Intorno alle 20:45 i bambini hanno iniziato a dividersi in gruppi più piccoli e a dirigersi verso le prime case presenti sulla via scelta. Tutto pronto per iniziare la serata come da tradizione: “Dolcetto o scherzetto” con gli amici e già l’acquolina in bocca per i dolciumi.
Un cestino diverso dagli altri
Tutti i bambini avevano in mano un cestino fatto con la zucca intagliata, pronto per essere riempito con le varie caramelle raccolte e magari anche qualche cioccolatino. I gruppetti hanno iniziato a suonare i campanelli e le vecchiette -avevano attentamente scelto quella zona perché erano sicuri che fosse quella abitata dalle nonne– uscivano sull’uscio, o addirittura scendevano al piano terra, per poter dare ai bambini i dolciumi tanto desiderati.
Uno dei lupi mannari presenti si è accorto subito che qualcosa non andava: notava qualcosa di strano all’interno del suo cestino intagliato. Le signore anziane mettevano nelle mani dei bambini le varie caramelle colorate e poi le riponevano con cura nelle zucche, attentissimi a non far cadere nulla per terra. Il lupo mannaro continuava a sentire una strana sensazione e allora ha riguardato nel suo cestino: le caramelle non c’erano più e al loro posto vedeva solo delle uova piccole e nere. Nonostante fosse travestito da una creatura notturna e coraggiosa, il bambino ha iniziato ad urlare, spaventando il resto del gruppo.
Una visione a forma di uova
Tutto il gruppo si è quindi radunato intorno all’amico, ancora immobilizzato per la paura davanti alla porta della nonna del fantasma, e ha guardato dentro il cestino del lupo mannaro. Tutti erano un po’ scioccati e non riuscivano a capire come mai l’amico fosse così impaurito: dentro la zucca infatti c’erano solo tantissime caramelle.