Renato Zero irriconoscibile: beccato in giro vestito da rapper [FOTO]

L’istrione dallo pseudonimo di Renato Zero ha avuto un grandissimo successo grazie al suo essere stravagante e ai suoi eccentrici travestimenti. Ha pubblicato 43 album e ha scritto più di 500 canzoni. Negli anni Sessanta, quando il movimento della Beat Generation lasciava il posto all’impegno politico, Renato Zero non aveva ancora un’identità pubblica. Sarà solo nei primi anni Settanta, con l’uso di paillettes e make up, che il poeta raggiungerà il grande successo. 

I fotografi del settimanale “Chi” hanno pizzicato il cantante proprio in questi giorni, a spasso per le vie della città, forse intento a fare shopping. Da novembre Renato sarà in tour con il suo nuovo album “Zero il Folle”, un impegno ambizioso ma inevitabile per lui, che a 69 anni continua ad essere un indomabile animale da palcoscenico.

69 anni, appunto, e Renato continua a lasciare tutti a bocca aperta con il suo stile eccentrico e letteralmente, per citare lui, ‘folle’. “Chi” l’ha immortalato a spasso con un look talmente particolare da renderlo quasi irriconoscibile: anelli di metallo a comporre il suo cognome, bomber in pelle nera con tanto di scritte e applicazioni grafiche, zaino in tela decorato da disegni e, ciliegina sulla torta, Snakers alte ai piedi con borchie in metallo. Insomma, un vero look da rapper!

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Photo credits “Chi”

Chi è Lucy Morante?

Per la prima volta Renato Zero ha svelato chi è stato l’amore della sua vita. La compagna di una vita è Lucy Morante, la quale figura come l’unica storia confermata dal cantante. Di lei ha rivelato:

“Io avevo fatto tre soli dischi, tre album. Allora mi presentavo in questi locali tipo il Baccarat di Lugo di Romagna, il Dietro, il Patio, tutte queste enormi discoteche dove io lavoravo… Ero da solo con il mio Revox. Pensa, cantare da solo senza neanche l’orchestra. Affrontavo un pubblico di mille persone da solo e fuori c’era Lucy con il suo baldacchino che vendeva cassette stereo 8 e stereo 4. Per cui un giorno mi chiamano dalla RCA e mi dicono: ‘Lei ha venduto in tre anni 70.000 dischi, ma che ci ha fatto?’. ‘L’ho venduti!’, gli ho detto. Non esisteva una classifica di quella portata lì, non si poteva identificare una vendita quasi carbonara ma da lì cominciai a ottenere una credibilità dai discografici che l’hanno dovuta ammettere nonostante la loro malafede”.

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