Curiosità

Chi è Mario Sgueglia? Ecco il vicequestore di Rosy Abate [FOTO]

Ha rapito immediatamente tutti i telespettatori quando, nella prima stagione del telefilm “Rosy Abate”, è apparso tenebroso dalla personalità rassicurante. Nella fiction è il vicequestore Luca Bonaccorso, l’angelo “maledetto” che protegge la protagonista Rosy Abate, interpretata da stupenda Giulia Michelini. Nella realtà, il vicequestore è Mario Sgueglia.

È riapparso sugli schermi televisivi proprio ieri, il 18 Settembre 2019 con la prima puntata della seconda stagione televisiva “Rosy Abate”, tenendo immediatamente col fiato sospeso milioni di telespettatori. Amatissimo per il ruolo che interpreta, Mario Sgueglia è un attore teatrale che ha approdato da poco in tv. Anche se in passato, non ha occupato gran parte dei notiziari cinematografici non è ha comunque avuto bisogno. Il suo ruolo nel telefilm l’ha lanciato immediatamente fra i migliori attori italiani ed è rimasto impresso nella mente di molti fan.

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Mario Sgueglia: “sognavo di diventare Papa” [FOTO]

L’attore Mario Sgueglia, nasce a Roma nel 1979. Si iscrive all’università la Sapienza, laureandosi poi in giurisprudenza. Nella sua vita iniziano ad esserci le prime occasioni e opportunità in ambito teatrale e televisivo. Ma il teatro che è la sua prima passione, incombe improvvisamente nella vita dell’attore. La sua carriera sembrerebbe quasi come un lotta di karate, tanto da definirsi cintura nera in provini. Ironizza Mario Sgueglia, durante un’intervista di qualche anno fa quando, per la prima volta mise piede definitivamente in Tv interpretando il ruolo dominante del vicequestore in “Rosy Abbate”.

Lo definiscono il novello emulo dell’attore Lino Guanciale, poiché dopo aver fatto tanta gavetta in teatro, solo alla soglia dei 40 anni è riuscito a ritagliarsi un’identità nel piccolo schermo. Nonostante la fatica nel non mollare mai, Mario resta comunque convinto del fatto che, se si lavora bene le opportunità arrivano sempre.

A proposito di identità, Mario Sgueglia fin da bambino ha avuto difficoltà nel convincersi che la vita fosse una sola. Così importante e ricca di momenti, perché limitarsi nell’esser soltanto un’unica persona? Questa è la domanda che lo accompagna fin da ragazzino, quando immaginarsi da grande significava per lui essere sempre un individuo diverso: oggi gelataio, domani Papa. Per questo decise un giorno di fare l’attore. La recitazione gli soddisfa questo inconscio desiderio:  lavorare vestendo i panni di sconosciuti personaggi, che hanno caratteristiche caratteriali e fisiche lantane dalle sue.

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