David Rossi: le rivelazioni shock e la nuova pista dell’omicidio [IMMAGINI FORTI]

Nuovi tasselli si aggiungono al caso di David Rossi, l’ex banchiere volato dalla finestra del suo ufficio proprio nei giorni in cui il Monte dei Paschi di Siena era in piena bufera giudiziaria e al centro dell’attenzione mediatica. Tanti ancora i punti oscuri da chiarire, con la sensazione che non tutto quello che si poteva fare è stato fatto. E poi la duplice archiviazione dell’inchiesta giudiziaria con la conferma del suicidio.

I nuovi elementi emersi dall’inchiesta delle Iene, sembrano abbandonare il presunto suicidio e portare sempre più verso la pista dell’omicidio. Un altro tema molto forte che si intreccia alla complessa vicenda della morte dell’allora capo della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena è dato dai festini gay a base di sesso e droga nel senese. Vediamo ora, le incongruenze e gli errori delle indagini:

Il mistero delle telecamere

Era il 6 marzo 2013 quando in circostanze misteriose David Rossi precipitava dalla finestra del suo ufficio al terzo piano. Gli investigatori acquisiranno solo la telecamera esterna della banca, quella da cui si vede il corpo di David piombare a suolo, nel vicolo che costeggia Rocca Salimbeni, nel centro della città.

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Photo credits: Facebook

Perché il Pm non ha chiesto il disco con le registrazioni di tutte le telecamere, interne ed esterne? Il disco sarebbe poi misteriosamente sparito nel nulla. Altro particolare non trascurabile: dalla telecamera si vede il corpo di David Rossi agonizzante per ben 22 minuti, ma negli atti risulterà in vita solo per “pochi minuti”.

Le ombre di passaggio, di chi si trattava?

Dalla ripresa della telecamera si vedono strane ombre in fondo al viale, mentre David Rossi giace a terra, ancora in vita. Qualcuno aveva interesse a controllare l’effettivo decesso del Rossi? Altra ipotesi trascurata nelle indagini, infatti, secondo la Procura, si trattava di “passanti occasionali attratti dall’accaduto”. Allora perché non è mai stato indagato nessuno per omissione di soccorso? Dopo due anni, verranno chiesti alle compagnie telefoniche i tabulati per rintracciare tutti quelli che si trovavano nei dintorni dopo il volo di David Rossi. “Scaduto il tempo per la conservazione, i tabulati non sono più disponibili”. Secondo un esperto, il filmato sarebbe stato alterato, lo confermano il pixel sfocati sullo sfondo.

L’orologio, un altro aspetto da chiarire

E poi l’orologio di David Rossi, gettato dalla finestra dell’ufficio venti minuti dopo il corpo del manager. Tesi confermata dalla perizia svolta sull’orologio. La perizia certifica come il lato della cassa che ha attutito il colpo al suolo è l’opposto di quello che avrebbe impattato se fosse stato al polso dell’uomo.

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Poi, la cassa è stata ritrovata a pochi metri dal corpo, ma il cinturino era ai piedi di David. Forse c’è stata una colluttazione e l’orologio si è staccato dal polso. Questo spiegherebbe anche i segni sul polso. Poi il volo di Rossi, e poco dopo, quello dell’orologio.

Lo scambio di e-mail con Fabrizio Viola

David Rossi avrà un lungo scambio di e-mail con Fabrizio Viola, ex amministratore delegato MPS. Nelle prime email, l’ex capo della comunicazione MPS comunicava a Viola che aveva deciso di parlare con la Procura per rivelare particolari interessanti sull’indagine già in corso, poco dopo il ripensamento, infatti, David non era più sicuro e faceva un passo indietro. Poi, l’ultima email: “Stasera mi suicido, aiutatemi“. Fabrizio Viola dichiarerà poi di non aver mail letto quell’ultima mail. Ipotesi in seguito smentita da Lorenza Pieraccini che racconta di aver trovato la mail della richiesta di aiuto di David e di averla subito stampata e portata all’attenzione di Valentino Fanti, capo dello staff della segreteria del Cda, La Pieraccini conferma che la mail era già stata letta.

Spunta un testimone

Una escort, contattata da Antonino Monteleone delle Iene rivela i particolari scioccanti di quelle cene a luci rosse. Infatti, l’escort aveva raccontato e identificato, tramite una lunga serie di fotografie, i partecipante ai famosi “dopocena”. Questi eventi, venivano poi ripresi e utilizzati per ricattare politici, imprenditori e magistrati.

Le parole dell’ex sindaco di Siena

A fare riferimento a “una villa al mare dove facevano i festini” è stato per primo l’ex sindaco di Siena, Pierluigi Piccini, in un incontro con la Iena Antonino Monteleone. “Ci andavano anche i magistrati senesi?”, si chiede Piccini, “ci andava anche qualche personaggio nazionale?”

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