Alessia Rosati scomparsa scrive all’amica: tra le righe, la richiesta di aiuto

Poco dopo la scomparsa di Alessia Rosata, l’amica Claudia riceveva una lettera in cui Alessia Rosati annunciava la sua partenza con un ragazzo. Ma c’era uno sbaglio, forse voluto, per chiedere aiuto. Sulla strana sparizione della studentessa di Lettere, ecco di colpo le presunte connessioni con il caso Orlandi-Gregori.

«Mia figlia non può essersi volatilizzata, chi sa parli» è l’appello di Antonio, il padre della studentessa di Lettere scomparsa nel 1994 a Montesacro, a Roma, a indicare la direzione da prendere. Antonio Rosati chiama in causa anche l’amica di Alessia, destinataria della lettera ricevuta dopo la sua scomparsa, gli amici della ragazza, i militanti di Autonomia operaia, alcuni dei quali attenzionati dai servizi segreti, che non hanno mai collaborato alle ricerche.

La lettera:

Sono partita per l’estero all’improvviso, non ne potevo più della vita in famiglia, informa tu i miei” scrive Alessia in una lettera all’amica Claudia. Alessia Rosati non farà mai ritorno casa il 23 luglio 1994, e pochi giorni dopo, l’arrivo di una lettera scritta dalla studentessa alla sua amica del cuore.

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Photo credits: Facebook

La lettera, recitava così: “Cara Claudia, ho rincontrato un ragazzo in via Conca d’Oro che è stato molto importante per me nel passato. Lui stava partendo e se non lo facevo subito non lo avrei più fatto… Dovevo scappare da quest’anno di merda… E poi lunedì sarei anche dovuta partire per quel paese di merda e tu sai quanto lo odio… Andiamo per l’Europa, non so quando tornerò, ho bisogno di evadere… Ora mi sento quasi rinata, avevo voglia di viaggiare. Io non mi sento di dirlo ai miei… Ti prego, avvertili tu. Mi dispiace che non ci vediamo, ma tanto sarebbe stato solo domenica”. Poco dopo l’esito della perizia calligrafica: la scrittura è proprio quella di Alessia.

L’errore voluto:

Tuttavia, il testo conteneva un errore che solo la famiglia poteva individuare: la partenza per la villeggiatura nella casetta del nonno a Bazzano, vicino Spoleto, in Umbria, era infatti prevista di sabato, non di lunedì. Ciò ha fatto ipotizzare che il testo fosse stato scritto da Alessia sotto minaccia e che lei, con lo sbaglio voluto, inserendo un dettaglio conosciuto solo dai suoi, avesse voluto mandare un sos tra le righe.

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