Emanuela Orlandi, la tomba è vuota: dov’è sepolta?

Passo decisivo nel caso Emanuela Orlandi, la ragazza scomparsa a Roma 36 anni fa. Si è svolta infatti, proprio in queste ore, l’apertura di alcune tombe all’interno del cimitero teutonico in Vaticano. Si tratta di un evento che potrebbe dare finalmente una svolta decisiva alla chiusura del caso.

Ultima ora: le tombe erano vuote. Le dichiarazioni del fratello

C’erano grandi aspettative sull’apertura delle tue tombe in Vaticano, che avrebbero dovuto portare ad una svolta nel caso della scomparsa di Emanuela Orlandi. Poco meno di mezzora fa (intorno alle 12) Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela Orlandi, è uscito dalle mura del Vaticano e ha dichiarato un ennesimo colpo di scena.

A quanto pare, infatti, le due tombe sono state trovate vuote. Ecco le dichiarazioni del fratello:

Tolta la lastra della prima tomba, gli operai hanno scavato per circa 30 centimetri e hanno scoperto che sotto c’era una stanza, ma incredibilmente era vuota. Quindi si è passati alla seconda: una tomba a sarcofago per la quale serviva solo sollevare le lapide. Ma anche quella era completamente vuota. Noi avevamo ricevuto delle segnalazioni precise, non solo quelle contenute nella lettera anonima: ci segnalavano quello come luogo della sepoltura di Emanuela anche fonti interne al Vaticano. Questa vicenda non può finire così. Perché tutte queste persone ci hanno indirizzato lì?

Un misto di delusione e incredulità, in una faccenda che ha davvero dell’inverosimile. Il mistero si fa più fitto: perché le due tombe erano vuote? Si trattava dei sepolcri della principessa Sophie von Hohenlohe e quella attigua della principessa Carlotta Federica di Mecklemburgo.

Sebbene avessero indicato solo la prima delle due come quella interessata, il promotore di Giustizia, essendo due tombe vicine ed entrambe simili, al fine di evitare possibili fraintendimenti su quale potesse essere quella realmente indicata, aveva disposto l’apertura di entrambe.

(Foto delle tombe interessate del cimitero teutonico – Photo Credit: Corriere della Sera)

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