La Regina Elisabetta ghiotta di salame: un italiano alla corte

La Regina Elisabetta torna a far parlare di sé e questa volta è per un aspetto culinario. Si sa che la nostra cucina è molto apprezzata dagli stranieri che vengono in vacanza da noi. In questo caso sono i prodotti nostrani che arrivano a Buckingham Palace.

Giuseppe, il salumiere della Regina Elisabetta

Il terremoto in generale lascia un segno in chi lo subisce. Giuseppe Fausti, 52 anni – si apprende nel servizio pubblicato su La Stampa – era il titolare di uno dei più importanti allevamenti del Centro Italia, “maiale brado di Norcia”. Il sisma del 2016 ha messo in ginocchio famiglia e attività lavorativa nel suo caso così come in tanti altri. Dopo tre anni da quell’infausto avvenimento naturale, il commerciante è riuscito a ricominciare arrivando persino a portare i suoi prodotti alla Regina Elisabetta.

Tra i prodotti elaborati da questo allevamento a impatto zero annoveriamo prosciutti ma anche capocollo, salsiccia, pancetta e salame. Si tratta di un’azienda che si è contraddistinta, ricevendo diversi riconoscimenti: oro alle Olimpiadi del Gusto di Londra nel 2012 come miglior prosciutto al mondo, premio Good Pig rilasciato da Compassion in World Farming, Oscar Green Economy 2011 da Coldiretti, Allevamento Etico. Dopo esser arrivati sulla tavola della Casa Bianca non potevano che arrivare anche in casa della Regina Elisabetta.

Silvano Mori: un altro italiano che ha conquistato la Regina

Un altro salumiere, questa volta toscano, aveva già conquistato sua Maestà la Regina coi nostri prodotti doc. Silvano Mori, originario di Torniella (piccolo borgo maremmano), è riuscito a farsi apprezzare non solo dai suoi concittadini. Nei primi anni 2000, con l’incremento delle vendite online, ha deciso di iniziare a commercializzare i suoi prodotti anche su internet riuscendo così a conquistare anche palati che si immaginerebbero molto lontani dai nostri. Pensate che l’artigiano di insaccati è riuscito a ottenere un bancone nei grandi magazzini Harrods di Londra, dove va a ruba il prosciutto di cinghiale (considerato davvero pregiato).
Il prodotto viene venduto 250euro al chilo e l’uomo ha confessato a Il Tirreno: «quando ho visto i prezzi ad Harrods mi è preso un accidente: nessuno avrebbe mai comprato i miei prodotti, invece in mezza giornata hanno venduto tutto». Da noi è davvero impensabile spendere una cifra simile.
Nel momento in cui ha sbarcato a Londra, il salumificio è diventato fornitore ufficiale della Regina Elisabetta. Il bello è che nonostante questo traguardo, l’uomo e i suoi collaboratori sono rimasti coi piedi per terra. La bottega in Toscana continua a essere piccola e accogliente e al contempo prosegue nel suo percorso di diffusione nel mondo, dalla Russia alla Scandinavia. «La mia azienda è ancora a dimensione d’uomo. Tutti i nostri insaccati sono scrupolosamente controllati in tutte le fasi della lavorazione, a tutto vantaggio, ovviamente, del sapore. Oggi siamo presenti in diversi Paesi dell’Europa con prodotti tipici che ci vengono invidiati un po’ da tutti. Capita spesso di non poter esaudire al 100% tutte le richieste di forniture anche se cerchiamo di accontentare un po’ tutti, famiglia reale compresa», aveva chiosato Mori.