Avvocato, perchè Deborah è stata scarcerata? Quale reato le contestano? E’ stata applicata la nuova legge sulla legittima difesa?

Velvet Mag ha l’onore di ospitare l’Avvocato Daniele Bocciolini per una rubrica speciale. L’Avvocato Bocciolini a soli 25 anni ha conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione forense. Dal 2012 è membro della “Commissione Cultura” nonché della “Commissione Famiglia, Minori e Immigrazione” del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, relatore a numerosi convegni sul tema della violenza di genere, bullismo e cyberbullismo, Nel 2013 ha ricevuto un importante riconoscimento: il “Premio Personalità Europea” , ha preso parte ad alcune delle vicende giudiziarie più rilevanti degli ultimi anni e attualmente collabora in qualità di consulente per la trasmissione di Raiuno “Unomattina” come esperto di tematiche di cronaca e attualità. L’avvocato si occuperà ogni mese di approfondire alcuni cold case di cronaca nera italiana. 

 

Avvocato, come mai Deborah è stata scarcerata? Quale reato le contestano? E’ stata applicata la nuova legge sulla legittima difesa?

Il Pubblico Ministero, all’esito delle primissime indagini, dopo aver sentito la ragazza e alcuni testimoni, ha disposto con decreto motivato che fosse posta immediatamente in libertà ritenendo che non fosse necessario chiedere una misura cautelare. Secondo la Procura, infatti,  non vi sarebbe alcuna delle esigenze cautelari richieste quale presupposto per l’applicazione di una misura cautelare.

Non sussisterebbe il pericolo di reiterazione del reato, considerato che difficilmente l’atto potrebbe ripetersi, né il pericolo di inquinamento delle prove essendo stati già acquisiti gli elementi investigativi più rilevanti, né tantomeno il pericolo di fuga in considerazione della personalità della ragazza e del comportamento immediatamente successivo ai fatti. Allo stato l’atto commesso dalla ragazza sarebbe stato formalmente inquadrato dagli inquirenti come un episodio di “eccesso colposo di legittima difesa”, reato punito con la pena fino a 5 anni di reclusione. Tradotto, significa che la ragazza avrebbe agito per difendere sé stessa oltre che la mamma e la nonna dall’ennesima aggressione perpetrata dalla vittima, ma forse esagerando con i mezzi (avrebbe usato un coltello).

Secondo la Procura, infatti, il grave fatto di sangue si collocherebbe in un contesto di un’aggressione della vittima nei confronti della donne della famiglia che deve essere contestualizzata in un più ampio quadro di maltrattamenti in famiglia subiti da anni. Per questo motivo, anche all’esito dell’esame autoptico, nonché degli altri accertamenti investigativi, è molto probabile che la difesa verrà ritenuta proporzionata rispetto all’offesa. In questo caso, il P.M. presenterà al G.I.P. una richiesta di archiviazione chiedendo che sia riconosciuta la scriminante della “legittima difesa”; in questo caso, Deborah, non subirà alcun processo perché non punibile in quanto avrebbe agito perché costretta dalla necessità di difendersi.

Specifico che non si applica la nuova legge sulla legittima difesa che si riferisce ai casi in cui si subiscono dall’esterno, quindi, da terzi aggressioni ingiuste nel proprio domicilio. Nel caso di specie, i maltrattamenti avvenivano all’interno delle mura domestiche; pertanto, si applica la disciplina generale.

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