Marco Pantani, emerge inquietante rivelazione dopo la morte

Sono passati almeno 15 anni dalla morte di Marco Pantani e sulla vicenda gli interrogativi sono ancora tanti. Recentemente il programma Le Iene è tornato ad occuparsi di Pantani, dedicando una parte della puntata al celebre ciclista scomparso. 

Alessandro Di Giuseppe, curatore e inviato della trasmissione, ha indagato sulla vicenda, arrivando perfino a parlare con la Commissione Antimafia per cercare di capire se la morte del campione sia in qualche modo collegata con le associazioni criminali di stampo mafioso. Rivoltosi al Perito di investigazioni elettroniche, è emerso che al momento del decesso vi erano delle registrazioni video. “La cassetta era però danneggiata, abbiamo dovuto ricostruirla in laboratorio. Potrebbe essere accaduto di tutto durante quelle immagini visibili“.

Marco Pantani, emergono dubbi sulla dinamica e la causa della sua morte

Il documentario, composto 4 puntate da 90 minuti ciascuna, segue il doppio racconto dell’accusa di doping del 1999 e della morte del 2004, ricostruendo i fatti ed evidenziando i punti oscuri di entrambe le vicende, per ipotizzare verità diverse rispetto alle ricostruzioni ufficiali.

Grazie ai contributi della signora Tonina, madre di Pantani, della sua manager Manuela Ronchi, dell’avvocato della famiglia Antonio de Rensis, dei tanti collaboratori di Pantani e dei giornalisti che lo hanno seguito durante tutta la sua carriera, su tutti Davide De ZanGianni Mura e Philippe Brunel de L’Equipe; ma anche con le testimonianze di uomini delle istituzioni, come il Procuratore Capo di Forlì Sergio Sottani e l’ex Procuratore Generale di Rimini Paolo Giovagnoli“Giallo Pantani” prova a fare luce su quello che da un lato fu probabilmente uno dei più gravi “complotti” della storia dello sport italiano – su cui incombe l’ombra della criminalità organizzata – e dall’altro su una morte su cui sono state condotte due inchieste, archiviate entrambe, ma su cui non è ancora stata scritta la parola fine.

 

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