Michael Jackson, la difesa di Madonna: “E’ un linciaggio, non ci sono prove”

Lo scandalo Michael Jackson sembra già rientrato, ma continuano a non mancare le importanti prese di posizione da parte del mondo della musica. Dopo le parole di Barbra Streisand le scorse settimane, arriva infatti Madonna in persona a prendere le difese del defunto Re del Pop. Il cantante, come inutile ricordare. è finito travolto da un processo mediatico postumo in seguito al riemergere di diverse accuse di pedofilia. Il contestatissimo documentario Leaving Neverland aveva riportato a galla i dubbi comportamenti di Jackson negli anni ’90, portando diverse case discografiche ed emittenti a importanti scelte nei suoi confronti. Ora, dopo alcuni passi indietro del regista e un’accoglienza popolare quantomeno fredda, lo scandalo pare sul punto di sgonfiarsi. E le parole di una figura come Madonna arrivano proprio a mettere un punto al discorso.

“Le persono sono innocenti fino a prova contraria”: Madonna assolve il Re del Pop, e chiama in causa gli “estorsori”

Questa mentalità del linciaggio non mi appartiene“, ha svelato polemica la Ciccone parlando di Michael Jackson e del suo processo pubblico. “Nella mia testa le persone sono innocenti fino a prova contraria. E le testimonianze di Robson e Safechuck non costituiscono in alcun modo una prova“. La leggendaria popstar non ha dunque alcun dubbio, a sentire le dichiarazioni a British Vogue. “Non lo so perché le persone mentono“, ha continuato. “Cosa vogliono ottenere? Soldi? In quel caso, si tratta di estorsione“. Ha poi concluso con un appello, rivolto ai fan come alla parte accusatrice nel processo (un processo che di base non esiste): “Michael Jackson è stato una vera forza della natura. Vi chiedo di fermare tutto questo linciaggio“.

Online il contro-documentario della famiglia di Michael Jackson

Mentre è da poco arrivato su HBO Leaving Neverland, il famigerato documentario di quattro ore volto a riconsiderare la colpevolezza di Michael Jackson nelle decennali accuse di pedofilia, i difensori passano alla risposta. Come preannunciato da tempo, e ora finalmente confermato, la famiglia della defunta popstar ha finanziato una sorta di contro-documentario. Un autentico prodotto di risposta, volto a dimostrare l’assurdità delle accuse del primo film. Non solo: per assicurarsi la massima copertura mediatica, i realizzatori hanno caricato il risultato direttamente su YouTube.

Neverland Firsthand – Investigating the Michael Jackson Documentary è dunque il titolo del nuovo documentario. Un prodotto più rapido, intorno ai trenta minuti, e già disponibile online per i numerosi fan e accusatori del cantante. Come l’originale Leaving Neverland poneva l’accento sulla difficoltà della gente nel riconoscere le azioni criminali di persone famose, il nuovo film proverebbe a ribaltare la questione. Il regista Liam McEwan, intervistando parenti e investigatori sul caso, ha provato infatti a dimostrare la facilità con cui personaggi famosi vengono tirati in mezzo in tribunale a scopi lucrativi.

Neverland Firsthand porta dunque in scena le testimonianze “alternative” ai fatti raccontati precedentemente, con lo scopo di riconsiderare l’innocenza di Michael Jackson. Citando gli episodi di Will Smith e Britney Spears, ricorda precedenti importanti di cause “inventate”. Attraverso le testimonianze di altri ragazzini coinvolti, ribadisce l’innocenza delle famose “feste”. Vengono inoltre delegittimate le testimonianze di Wade Robson e James Safechuck, protagonisti del primo film. Altri ragazzi avevano  avuto modo di raccontare versioni differenti dei fatti, poi certificati come illegali dai tribunali. Il documentario completo è già disponibile online, per i molti che volessero farsi un’opinione.

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