Omicidio Loris Stival, la dichiarazione inquietante di Veronica Panarello: “Io so…”

La mamma del piccolo Loris Stival, Veronica Panarello, si è lasciata andare ad una dichiarazione scioccante. Durante una puntata di Segreti e Delitti, programma di approfondimento di cronaca firmato Mediaset, sono andate in onda delle immagini inedite di Veronica mentre si trova in carcere a scontare la sua pena.

Nel video andato in onda la Panarello mostra tutto il suo delirio e follia mentre chiede perfino di ascoltare una canzone di Simone Cristicchi “Ti regalerò una rosa”. Il suo bizzarro comportamento non si arresta. Nelle immagini infatti si vede Veronica che sale sopra una sedia, apre le braccia e chiudendo gli occhi dice ad alta voce: “Io so volare”.

Veronica Panarello: ecco la causa dell’omicidio del figlio Lorys Stival

La Corte d’Assise d’Appello di Catania ha depositato le motivazioni della sentenza di secondo grado a carico di Veronica Panarello. Lo scorso 5 luglio, la donna è stata condannata a 30 anni di reclusione per l’omicidio del figlio Lorys Stival, avvenuto a Santa Croce Camerina (Ragusa) il 29 novembre 2014. In 174 pagine, i giudici motivano la decisione di conferma della sentenza di primo grado. La Corte sottolinea con insistenza la lucida crudeltà della donna nel commettere l’omicidio.

La Panarello ha, infatti, agito “scientemente e lucidamente, senza esitazioni di sorta, per sopprimere quella giovanissima vita da lei generata, ma ha altresì dimostrato l’assenza di qualsivoglia forma di resipiscenza subito dopo la commissione dell’orribile crimine, omettendo di attivarsi in qualche modo per salvare il figlio che era ancora in fase agonica, chiamando i soccorsi o invocando l’aiuto di altre persone a tal fine. La donna si è invece adoperata senza alcuna pietas secondo il piano poco prima prestabilito per cercare di eliminare le tracce del delitto con l’occultamento del cadavere di Loris e addirittura simulando una violenza sessuale ai danni del bambino da parte di ignoti per depistare le indagini“.

Loris ucciso perché non voleva andare a scuola

I giudici spiegano anche il modus operandi messo in atto dalla donna e la causa scatenante dell’atroce delitto: “Causa del litigio, verosimilmente, la resistenza mostrata dal bambino a recarsi a scuola” “ovvero il desiderio di restare con la madre ed andare con lei al corso di culinaria”. “Il repentino cambiamento di programma induceva la madre a consegnare al bimbo il mazzo di chiavi custodito in macchina. Ritiene questo decidente che quello sia stato il momento nel quale scattava l’impulso omicidiario nella mente della signora Panarello. Riprova di ciò era il sopralluogo che la donna effettuava, subito dopo, nei luoghi dove sarebbe stato trovato il cadavere di Loris”.

Sempre secondo i giudici, il movente dell’omicidio sarebbe da collegare “a nodi conflittuali nella sfera familiare ed alle conseguenti sensazioni di profonda angoscia d’ansia della Panarello, che hanno agito come una miccia, innescando nella donna una fortissima rabbia in relazione ad un comportamento di Loris, avvertito come pericoloso o troppo fastidioso, tale da scatenarle l’impulso di metterlo a tacere”. Quella maledetta mattina, Loris non voleva andare a scuola e la sua resistenza avrebbe innescato il litigio con la madre. Nel frattempo, il legale della PanarelloFrancesco Villardita, ha preannunciato il ricorso in Cassazione.

Veronica Panarello, la Bruzzone: “Era perfettamente lucida”

Sulle pagine del settimanale Dipiù, la criminologa e psicologa forense Roberta Bruzzone dice la sua sul caso. “Come avevo già avuto modo di scrivere, l’esito del processo di secondo grado era ampiamente prevedibile dal momento che l’impianto accusatorio nei confronti della donna è, a dire poco, agghiacciante” esordisce l’esperta.

“Per i giudici, e a mio parere – continua la criminologa – è stata lei a uccidere il bambino ed era perfettamente lucida. Anche quando, per costruirsi un alibi verosimile, ha rimesso in moto la macchina per dirigersi al corso di cucina nel resort di Donna Fugata. Dopo avere gettato il corpo del figlio nel canalone. Da qui la conferma della sentenza di primo grado nella sua interezza. Sentenza che, a mio avviso, troverà conferma integrale anche nel terzo e ultimo grado di giudizio ancora pendente”. “Veronica ha agito in maniera lucida e spietata e la follia non ha giocato alcun ruolo in questa terribile vicenda“. L’appuntamento con i supremi giudici è sempre più vicino” conclude l’esperta.

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