Sissy Trovato Mazza, licenziata durante il coma: familiari indignati

L’agente di polizia penitenziaria Sissy Trovato Mazza ha passato 26 mesi “sospesa”. La giovane agente di polizia penitenziaria, originaria di Taurianova, è morta lo scorso gennaio a neanche trent’anni. Due anni di coma, dal novembre 2016, poi la notizia della morte e la rivelazione ancora più scioccante del licenziamento della giovane poliziotta. Un licenziamento avvenuto mentre si trovata in coma e con un liquidazione prevista di soli 6 mila euro. 

“L’hanno abbandonata mentre era in coma” racconta il papà Salvatore al Messaggero, “e lei faceva parte di questo mondo. L’hanno licenziata a febbraio e liquidata con 6.700 euro, questo valeva per lo Stato la vita di mia figlia”.

Com’è morta Sissy Trovato Mazza?

La giovane agente di polizia era ridotta in stato vegetativo da un colpo di pistola: a seguito di una grave infezione che ha complicato il quadro clinico già piuttosto delicato, Sissy non ce l’ha fatta. Il suo caso è stato inizialmente trattato come tentato suicidio ma, alcuni dettagli hanno poi direzionato le indagini sulla pista dell’omicidio. Prima di venire colpita da quel proiettile, la 28enne stava portando avanti una vera e propria battaglia contro gli abusi in carcere. Nella giornata di oggi, 22 gennaio 2019, è prevista la celebrazione del funerale.

“Daremo l’ultimo saluto a mia figlia una settimana in ritardo rispetto alla data che avevamo previsto, abbiamo dovuto aspettare che le facessero l’autopsia – dice mamma Caterina a Fanpage.it – ma cosa c’era da scoprire? Cosa mai poteva rivelare il corpo di mia figlia dopo due anni di strazio? I medici dovevano esaminarla il 1° novembre 2016, il giorno in cui è rimasta vittima di quel maledetto colpo di pistola, non dopo due anni di malattia e interventi chirurgici. Invece è stata lasciata a se stessa. Perché? A chi dava fastidio quanto accaduto a mia figlia?“. 

Le dichiarazioni del legale della famiglia di Sissy

Sono molto ansioso di vedere i risultati dei nuovi accertamenti disposti“, è quanto dichiarato da Anselmo a Ilfattoquotidiano.it. Sul corpo della ragazza, il pm ha disposto l’autopsia che verrà eseguita sabato 19 gennaio “con particolare riguardo al colpo di arma da fuoco“. Proprio questo, infatti, è uno dei punti sui quali l’avvocato ha insistito perché si indaghi ancora. Secondo Anselmo, bisogna partire proprio dai riscontri tecnici. Sono proprio questi “prima ancora di quelli relativi alla vita privata e sociale della Trovato, a mettere in discussione l’ipotesi del suicidio“.

Totale assenza di sangue sul vivo di volata dell’arma (la parte finale della canna) rinvenuta sul posto” che per “esperienza e scienza balistica” sono “sempre presenti” quando viene esploso “un colpo a contatto con la cute”. Inoltre, aggiunge, sul lato sinistro l’arma è “perfettamente pulita“. L’avvocato sottolinea, sempre a Ilfattoquotidiano.it, che “non è stata effettuata dagli investigatori la verifica della presenza di tracce di Dna” sull’arma, oltre a suscitare “molte perplessità” il fatto che la pistola sia stata ritrovata nella sua mano destra “malgrado la gravissima ed inabilitante lesione cerebrale” provocato dallo sparo, ipotesi “ancora più scarsamente probabile tenendo conto del rinculo”. Insomma: se Sissy avesse puntato la pistola alla tempia, l’arma non le sarebbe rimasta in pugno dopo aver esploso il colpo.

Tutti i misteri della morte di Sissy

Ci sono anche le denunce sulla droga e il computer “inattivo”. Sissy, infatti, aveva denunciato la circolazione di sostanze stupefacenti all’interno dell’istituto carcerario della Giudecca. Il suo computer, inoltre, stando ad una precedente inchiesta, era stato considerato inattivo. Ma le dichiarazioni della sorella e di una collega smentiscono il fatto. La memoria era piena e sul desktop c’erano cartelle denominate “relazioni”, riferite all’attività di lavoro. Proprio questo è uno dei vari punti sul quale il gip chiede “chiarimenti” per capire se ci sono state “cancellazioni” o formattazioni.

L’avvocato Anselmo si chiede poi come sia possibile che nessuno si sia accorto di nulla all’interno di quell’ospedale. Come scrive Ilfattoquotidiano.it, chiede che venga ascoltata una persona – finora non comparsa davanti investigatori né identificata – che appare nelle immagini della videosorveglianza e si gira due volte “prestando specifica attenzione” alla zona degli ascensori. Anselmo sottolinea anche che in altri frame di quei video si vede Sissy che sembra avere in mano un cellulare. Ma il suo cellulare è stato ritrovato nel suo armadietto due giorni dopo e quindi “occorrerebbe innanzitutto chiedersi come sia stato rinvenuto” se si tratta dello stesso apparecchio.

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