Iuschra Gazi: ritrovate ossa umane nel bresciano, sono le sue?

Delle ossa umane sono state ritrovate nelle scorse ore tra i boschi di Serle, nel bresciano, si teme possano appartenere alla piccola Iuschra Gazi. Di quest’ultima, 12 enne autistica di origini bengalesi, non si hanno più notizie dal 19 luglio. Il padre della bambina non si è mai arreso: ha sempre portato avanti le ricerche, convinto che la figlia fosse ancora viva e che fosse stata rapita. 

Il sospetto ora è che le ossa possano appartenere proprio alla piccola, svanita nel nulla durante una gita a Serle. I resti sono stati portati nel reparto di medicina legale del Civile di Brescia a disposizione della procura. Come scrive Repubblica, per ora la certezza è che sull’omero, parte della gabbia toracica ed altri frammenti di ossa, ci sarebbero segni provocati dai morsi di animali selvatici. Nelle prossime ore verrà eseguito un sopralluogo dei carabinieri e degli inquirenti sulla zona del ritrovamento.

Non è da escludere che possano essere scoperti altri elementi preziosi per identificare il proprietario delle ossa. Ad esempio dei vestiti o delle scarpe, che rendano il quadro senza dubbio più certo. Al momento non si sa nulla su come le ossa siano state ritrovate e soprattutto da chi, e anche il luogo preciso non è stato rivelato, forse per evitare che la zona venga presa d’assalto da curiosi o che qualcuno possa inquinare le prove. Sono attesi aggiornamenti importanti nelle prossime ore, con la speranza che ovviamente non si tratti di Iuschra. 

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La scomparsa di Iuschra

La ragazzina è sparita nel nulla il 19 luglio scorso, durante una gita con la Fondazione bresciana FOBAP mentre si trovava in un’area picnic nel comune di Serle, nella provincia di Brescia. Il 27 settembre sono riprese le ricerche di Iuschra Gazi. Il nuovo programma delle operazioni nei boschi, per cercare di ritrovare la bambina bengalese, prevedeva il setaccio di 70 ettari al giorno per una decina di giorni di ricerche. In campo vi erano 80 persone, tutte specializzate e suddivise in squadre che battevano, palmo dopo palmo, i boschi della frazione di Castello scendono verso Botticino. Una zona distante dall’altopiano di Cariadeghe ma indicata da una nuova testimonianza come possibile zona di avvistamento della piccola nelle ore immediatamente successive alla scomparsa. I primi giorni di ricerche si sono conclusi ma non sembrano esserci grandi novità.

Forse Iuschra Gazi ha incontrato qualcuno quel 19 luglio? Magari qualche persona può averla vista in difficoltà e averle dato un passaggio? O magari la sta ospitando? La ragazzina bengalese affetta da autismo comunica principalmente con i suoi grandi occhioni. Iuschra non parla, l’unica cosa che sa dire è la parola ‘mamma’. Presumibilmente l’adolescente potrebbe essersi incamminata da sola nell’area sottoposta ora al nuovamente al setaccio. Questa ipotesi sembra al momento coincidere con quanto affermato da un testimone, che dice di averla vista il giorno successivo alla scomparsa. I genitori della piccola da mesi la cercano disperatamente, ipotizzando che qualcuno possa averla rapita. Più volte, nelle diverse interviste, ci hanno tenuto a ricordare che Iuschra non sa parlare e quindi non sa comunicare di avere fame. Il padre ha inoltre chiesto più volte alle autorità di controllare anche le case che si trovano nelle zone limitrofe in cui è scomparsa.

 

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