Elena Ceste: ecco le parole scioccanti di Buoninconti dal carcere [VIDEO]

A Quarto Grado si è tornati a parlare di Elena Ceste. Per la morte della donna di Costigliole d’Asti è stato condannato, in terzo grado, a 30 anni di reclusione il marito Michele Buoninconti. Nel corso del programma di Rete 4 è stata mandata in onda una lettera che lo stesso Michele ha inviato, dal carcere di Saluzzo, al suo avvocato Enrico Scolari. “Caro Enrico, so che questi giorni ti recherai al cimitero dai tuoi cari (la lettera risale al 30 ottobre 2018, ndr) a me purtroppo non è concesso. Io pregherò nel silenzio della mia cella di notte. Spero che le mie preghiere vengano esaudite. Chissà quando mi permetteranno di portare un fiore sulla tomba della mia amata Elena” esordisce l’ex vigile del fuoco.

“Ancora non riesco ad accettare ciò che è accaduto – continua Buoninconti -. Perchè a lei? Non poteva stare ancora un altro po’ con i suoi figli che tanto amava? Col dolore nel cuore ti scrivo queste cose: Perché? Perché? Non c’è notte che non le rivolgo le preghiere con la speranza di venirmi in sogno. Spesso riesco a sognarla. Il più delle volte vestita di bianco. All’inizio diceva che non poteva farsi toccare, ora apre le sue braccia e mi bacia, il più delle volte circondati dai nostri figli che sono contenti di averci a casa” scrive Michele che poi conclude: “Chissà quando finirà questa sofferenza alla quale si aggiunge la disperazione di non essere creduto“.

 

Video credits Quarto Grado

Omicidio Elena Ceste: ecco perché Buoninconti è colpevole

Sono state rese note le motivazioni della sentenza della Corte di Cassazione che, lo scorso maggio, ha condannato Michele Buoninconti a 30 anni di reclusione per l’omicidio della moglie Elena Ceste. “La colpevolezza di Buoninconti è l’unica possibile lettura da dare” allo svolgimento dei fatti, scrivono i giudici di Piazza Cavour. Questi ultimi hanno convalidato la linea seguita dalla Corte di assise d’appello di Torino: l’ex vigile del fuoco premeditò il delitto a causa dell’”infedeltà” della coniuge. Per la Cassazione, “i tempi strettissimi in cui l’imputato commise il delitto e poi occultò il cadavere, compatibilmente con il falso alibi già predisposto, comportarono una serie di azioni ben studiate, così da poter essere eseguite in continuità secondo una cadenza sul filo dei minuti”.

Ma perché Michele ha ucciso Elena? Secondo l’accusa, Buoninconti nel commettere un atto così brutale è stato animato “dal più atavico dei sentimenti maschili: una sete di dominio unita ad un malinteso senso dell’onore“. Aveva “l’esigenza di affermare il proprio dominio unitamente a un sentimento di vendetta di fronte a tradimenti comprovati”. Si è trattato di “chiara e premedita volontà omicida e di una evidente volontà di depistare da sé i sospetti e sviare le indagini”. Secondo la procura non meritava sconti di pena un uomo definito lucido e freddo, ma con “palesi contraddizioni del suo narrato”. 

Elena Ceste, i genitori: “Non potremo mai perdonare Michele Buoninconti”

Non potrei mai perdonare una cosa così però vorrei sapere la verità. Deve confessare” dice Lucia Reggio, madre di Elena a Quarto Grado. “L’unica cosa che mi ha fatto tanto male, essendo mamma, è che lui a mia figlia l’ha giudicata come una donna di strada” afferma la signora Lucia che poi aggiunge: “La nostra sofferenza è grande, perché non ha pensato ai suoi quattro figli. Gli ha tolto la mamma negli anni più belli. Adesso avrebbero avuto bisogno di una famiglia unita, di mamma e di papà…se fosse stato un bravo papà”. I due coniugi affermano anche che i nipoti non ne vogliono sapere del padre, non hanno mai fatto nessuna domanda.

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