
“La meningite di mio fratello, il cuore di mia sorella, e la mia vita dopo il tumore”: l’amaro bilancio di Toto Cutugno
Intervistato dal Corriere della Sera, Toto Cutugno si è lasciato andare ripercorrendo la propria carriera e la propria vita personale. Particolare sensazione hanno fatto alcune parole, con cui il cantante è tornato con la memoria a uno dei momento più tragici della sua vita: “Quando avevo cinque anni“, rievoca Cutugno, “vidi morire mia sorella Anna sotto i miei occhi. Aveva sette anni, stava mangiando degli gnocchi. Le andarono di traverso e soffocò“. Non che gli altri membri della famiglia se la siano passata bene da allora. “Mio fratello Roberto nacque pochi mesi dopo“, prosegue Toto Cutugno, “e da allora soffre di meningite. E mia sorella Rosanna fu operata al cuore da bambina, con mio padre che si indebitò per pagare a rate quell’intervento“.
Il resto dell’intervista si è mantenuta su un piano più sereno, con Toto Cutugno intento a snocciolare eventi chiave della propria carriera, con un occhio al presente di piena riscoperta. “La lingua e la melodia italiana hanno un fascino superiore, per questo ho questo successo all’estero“, spiega. “In Italia definiscono un ruffiano che punta su emozioni facili. Io però provo solo ad essere autentico. Una canzone può essere facile o difficile, ma è importante che la senta mia dentro di me“. Due parole anche sul classico L’Italiano: “La composi in Canada, e chiesi di scrivere il testo a Popi Minellono. Volevo affidarla a Celentano ma si rifiutò. Poi Gianni Ravera la definì un capolavoro e io decisi di portarla a Sanremo, dove arrivò prima alla giuria popolare“.
Nonostante ciò, la situazione di salute di Toto Cutugno non è delle migliori: dieci anni fa gli è stato diagnosticato un tumore alla prostata, che ha imparato a contenere e a superare. Ora è costretto a vivere con un rene in meno. “Ma non gliel’ho mai data vinta“, conclude Toto Cutugno, “ho scelto di combattere e ormai sto meglio. Il 17 mi aspettano a Parigi per un concerto, e non mancherò. Anche lì mi amano“.