Vladimir Luxuria “non sei una donna”, umiliata così da Piero Chiambretti

Nuovo siparietto a CR4 di Piero Chiambretti. Questa volta le protagoniste sono state Vladimir Luxuria e la scrittrice livornese Alessandra Cantini, che in una delle puntate del programma ha mostrato il lato b. In questa occasione invece la Cantini ha attaccato Luxuria, definendola una “non donna“.

Non puoi parlare, non sei donna“, questa la frase che ha indignato la tv e che ha scatenato un vero e proprio dibattito tra le due. La lite è iniziata quando la Cantini ha sostenuto che i diritti politici non servano, che le quote siano discriminatorie e che una donna può arrivare al potere come vuole. Non si è fatta attendere la risposta di Luxuria che ribatte che molti uomini occupano posti di potere non per merito, ma per altri motivi. E da qui la frase shock: “In ogni caso Vladimir voi non potete parlare per le donne perché non siete una donna”.

Vladimir Luxuria: “Non sei una donna”, la sua risposta

E Vladimir: “È vero e infatti essere donna è il più gran bel dono che mi sono fatta da sola e mi sento molto più dignitosa io a difendere le donne di quello che sta facendo lei”. Cristiano Malgioglio è subito esploso: “Cosa sta dicendo questa? C’è un’autoambulanza? Sta dicendo delle grandi cavolate. Noi siamo felici così come siamo, conosciamo bene la sensualità di una donna. Tu non conosci un cacchio perché non hai cervello”.

Vladimir Luxuria “Se questo è un uomo”!: si scatena la polemica

Impazza la polemica sui social. A provocarla è stata un post della pagina satirica “Fotografie segnanti”. L’iimagine conteneva la copertina del libro firmato da Vladimir Luxuria, “Il coraggio di essere una farfalla”. La didascalia del post però conteneva una battuta al limite dell’offesa. Non arrivano, però, le scuse ufficiali.

‘Fotografie segnanti‘ è una pagina Facebook da oltre 700mila like e un account Instagram con quasi 80mila follower. La sua attività consiste principalmente nel postare foto di personaggi attuali allegando all’immagine la data di un avvenimento storico. L’impronta satirica è chiara e gli amministratori della pagina hanno sempre dichiarato apertamente di occuparsi di parodie. Nonostante i disclaimer espliciti e sottintesi, però, un episodio in particolare ha colpito l’opinione pubblica.

Recentemente il profilo di ‘Fotografie segnanti’ aveva pubblicato una foto della copertina del libro di Vladimir Luxuria corredandola da una didascalia molto forte. La scritta recitava: “‘Se questo è un uomo’ di Primo Levi è ancora un’opera molto apprezzata dai lettori per la capacità di creare un forte transporto emotivo”. E la polemica è inevitabile: Luxuria, scrittrice, ex parlamentare e paladina dei diritti LGBTQ ha ripreso il post e risposto a tono ai suoi presunti detrattori.

Vladimir Luxuria e gli admin: il botta e risposta su Facebook

In un commento al post, poi condiviso sulla sua pagina, Luxuria ha scritto: “Scopro adesso la volgarità e le battute di chi scrive e di chi commenta questa pagina di Facebook ‘Fotografie segnanti’. Non è solo un’offesa a me (ci sono abituata) ma è la presa in giro di un libro che parla di lager (dove ci finivano anche gli omosessuali). Sì, mi sento molto più uomo di questa pletora di gente che odia e che fa battute che definiscono molto di più chi le fa che chi le riceve”.

A loro volta gli amministratori della pagina hanno subito replicato. Hanno respinto ogni accusa e fatto le dovute precisazioni in un post dedicato. Nel lungo discorso si legge, tra le altre cose: “In merito al post di ieri riguardante la Signora Luxuria e il susseguente quanto immotivato polverone mediatico creatosi, ci sentiamo di ribadire con forza il nostro diritto a NON scusarci per il nostro modo, giusto o sbagliato, di fare satira prendendo le distanze dall’errata decontestualizzazione che la suddetta Signora e la sua “pletora” di seguaci ha maldestramente fatto”.

Poi hanno continuanto con le spiegazioni e mai con le scuse. Il post ha sottolineato: “È stato semplicemente fatto un gioco di parole che avrebbe capito un bambino delle elementari, innocente e non contaminato dalla inutile decontestualizzazione fuorviante che si sta facendo per strumentalizzare. Può essere persino un post NON ben fatto come tanti, ma a nessuno permettiamo di farci passare per omofobi. Né per infangatori della storia. Non capire la semplicità logica e linguistica tra didascalia e immagine pone chi ci critica in una rispettabile ma al tempo stesso voluta, pretestuosa polemica tornacontistica. Per noi il discorso finisce qui”.

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