Massimo Bossetti: il duro sfogo dell’avvocato contro la Cassazione

Nonostante la sentenza della Cassazione, che lo scorso 12 ottobre ha confermato la condanna all’ergastolo per Massimo Bossetti, la difesa dell’uomo non si arrende. Per la giustizia italiana non ci sono dubbi: è stato il muratore di Mapello quella maledetta sera del 26 novembre 2010 ad uccidere Yara Gambirasio. A La Vita in Diretta, è tornato sulla questione l’avvocato del 48 enne: Claudio Salvagni. Il legale è convinto dell’innocenza del suo assistito e ha annunciato il ricorso a Strasburgo presso la Corte europea dei diritti dell’uomo.

“Anche la Cassazione sbaglia”

“Riteniamo questa sentenza in violazione della convenzione dei diritti dell’uomo perché non è stato rispettato il diritto di difesa. Ricorreremo a Strasburgo” ha affermato il legale. “Le sentenze della Suprema Corte di Cassazione non sono distillati di verità, anche loro sbagliano. Sono umani, ma la scienza è scienza: una cellula senza Dna mitocondriale non esiste. Bossetti non si è potuto difendere perché non ha mai partecipato a nessuna perizia. Io gli atti di fede li faccio in chiesa. Io non mi fido e voglio partecipare alle perizie, non mi interessa dei risultati” commenta duramente Salvagni. L’avvocato del carpentiere bergamasco ha anche fatto riferimento alla vicenda giudiziaria di Olindo Romano e Rosa Bazzi. Per questi ultimi infatti pare siano stati disposti nuovi accertamenti”.

Salvagni è apparso molto critico nei confronti di quelli che, nelle motivazioni della Cassazione, sarebbero a suo dire “dati suggestivi e numeri roboanti” e che invece non terrebbero conto secondo lui delle rilevanze scientifiche. Il legale infatti torna a battere su un vecchio tasto, vale a dire l’uso del DNA mitocondriale e dunque il suo assistito non si è potuto difendere come avrebbe dovuto. “Voglio partecipare a una nuova perizia, voglio vedere i risultati davanti a me” ha proseguito, spiegando che vorrebbe vedere i reperti che non sono stati mostrati e vedere se si potrà trovare qualcosa di nuovo, spiegando che la sentenza della Suprema Corte lede i diritti dell’uomo e nel caso di Bossetti quello a difendersi, cosa che a suo parere non è accaduto nei diversi gradi di giudizio. 

Roberta Bruzzone su Bossetti: “Gli avvocati hanno incassato una sonora sconfitta”

 “Se adottiamo il punto di vista della difesa, dobbiamo arrivare alla conclusione che si è conclusa nel peggiore dei modi la vicenda giudiziaria a carico di Massimo Giuseppe Bossetti” esordisce la criminologa Roberta Bruzzone su Giallo.  “A uscirne davvero ‘con le ossa rotte’ è stata soprattutto la difesa del muratore di Mapello, visto che la Suprema Corte di Cassazione ha ritenuto il suo corposo ricorso addirittura inammissibile. E’ un po’ come quando ti prepari a entrare in campo, ma hai sbagliato stadio. E forse anche sport , perché le regole per il ricorso in Cassazione sono diverse” spiega la criminologa. Roberta Bruzzone poi aggiunge: “Quello vissuto dalla difesa di Bossetti è uno degli scenari peggiori che si possono verificare nella carriera forense, l’incubo di ogni avvocato cassazionista. E la difesa di Bossetti sembra averla presa malissimo”.

Sull’avvocato del carpentiere bergamasco, Claudio Salvagni, l’esperta non le manda a dire. “Circola un video, mandato in onda da diverse trasmissioni televisive, che ritrae l’avvocato Claudio Salvagni, all’uscita del carcere dove sta scontando la pena Massimo Bossetti, mentre si lascia andare a esternazioni piuttosto sconcertanti per chi indossa una toga“. L’esperta si riferisce a queste esatte parole del legale: “Vorrei guardare negli occhi tutti quelli che lo hanno ammazzato quest’uomo, vorrei dirgli che provo un profondo disprezzo nei confronti di tutto questo“. “Si riferisce ai 39 giudici che lo hanno dichiarato colpevole?” conclude la Bruzzone.

 

 

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