Avvocato, cosa rischiano i responsabili della morte della povera Desireè?

Velvet Mag ha l’onore di ospitare l’Avvocato Daniele Bocciolini per una rubrica speciale. L’Avvocato Bocciolini a soli 25 anni ha conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione forense. Dal 2012 è membro della “Commissione Cultura” nonché della “Commissione Famiglia, Minori e Immigrazione” del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, relatore a numerosi convegni sul tema della violenza di genere, bullismo e cyberbullismo, Nel 2013 ha ricevuto un importante riconoscimento: il “Premio Personalità Europea” , ha preso parte ad alcune delle vicende giudiziarie più rilevanti degli ultimi anni e attualmente collabora in qualità di consulente per la trasmissione di Raiuno “Unomattina” come esperto di tematiche di cronaca e attualità. L’avvocato si occuperà ogni mese di approfondire alcuni cold case di cronaca nera italiana. 

Avvocato, cosa rischiano i responsabili della morte della povera Desireè?

Anzitutto, diciamo preliminarmente che nel nostro ordinamento vige un principio: non impedire qualcosa che si aveva l’obbligo di impedire, equivale a cagionarlo. L’Italia è sempre più spesso il Paese del giorno dopo, dove, dopo che si verificano fatti come questi, si parla di “tragedia annunciata”. Ora assistiamo alla sfilata di politici locali e nazionali che dicono di aver segnalato il degrado, l’abbandono di quella zona: ma qualcuno concretamente ha mai fatto qualcosa? In un mondo senza adulti che ricorda quello del “Il Signore delle mosche” la responsabilità (almeno morale) è di tutti coloro che non dovevano voltarsi dall’altra parte e che avevano il compito di proteggere la piccola Desireè. Quanto alla responsabilità penale, i tre fermati sono tutti immigrati irregolari, ovvero si trovavano sul territorio italiano in assenza di un titolo valido già raggiunti da svariati ordini di allontanamento. Purtroppo, come spesso accade gli ordini di allontanamento e i decreti di espulsione, se non sono eseguiti nell’immediatezza, rischiano di rimanere lettera morta solo sulla carta. Le pene che rischiano sono giustamente altissime e possono arrivare fino all’ergastolo. A loro è contestato il reato di:

1) violenza sessuale di gruppo, reato punito fino a 12 anni di reclusione, con l’aggravante di aver commesso il fatto abusando della condizione di limitazione della vittima, minorenne, alla quale erano state somministrate sostanze idonee a stordirla;

2) cessione di sostanza stupefacente, reato punito fino a 20 anni di reclusione ed aggravato dal fatto di aver consegnato la drogMa ad una persone di minore età;

3) omicidio volontario aggravato dal fatto di aver commesso il fatto in occasione della commissione della violenza sessuale, con uso di sostanze venefiche, per motivi abietti e futili e per aver agito con crudeltà avendo sottoposto a sevizie la ragazza per 12 ore.

Mi sento di dover ringraziare il pool antiviolenza della Procura di Roma, con a capo la PM dott.ssa Maria Monteleone, un’eccellenza italiana della magistratura e che ogni tanto fa bene ricordare.

Avvocato Daniele Bocciolini 

www.danielebocciolini.it

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