Marco Vannini: perchè Antonio Ciontoli lo ha lasciato morire

Potrebbe arrivare una clamorosa svolta riguardo l’omicidio di Marco Vannini. Antonio Ciontoli sembrerebbe infatti pronto a raccontare tutto. L’uomo, padre della fidanzata di Marco, è stato condannato come imputato principale ed esecutore materiale dello sparo letale al ragazzo. Ciontoli ha deciso di rompere il suo silenzio e continuando a sostenere la tesi di aver sparato per uno scherzo convinto che la pistola fosse scarica, si è rivolto alla famiglia della vittima sulle pagine de Il Dubbio. Chiedo loro la possibilità di perdonarmi. Oggi può sembrare un’utopia a causa del dolore che ho provocato. Ma io, così come tutta la mia famiglia e Viola, perseguirò questo obiettivo perché ho il fortissimo desiderio di poterli abbracciare e poterci unire al loro fortissimo dolore”.

Le dichiarazioni di Antonio Ciontoli

L’imputato ha poi continuato: “Fino ad ora, nonostante le tante sollecitazioni ricevute, abbiamo scelto di non parlare con la stampa per rispettare la famiglia di Marco e anche il giusto processo. Abbiamo sempre ritenuto che fosse irrispettoso nei confronti di una istituzione, come quella della giustizia, usare i media per rendere pubbliche le proprie ragioni. Ora una sentenza è arrivata e ho scelto il vostro giornale per provare a dire quello che anche noi proviamo”.

Sulla sua condanna a 14 anni, Ciontoli ha affermato: “L’ergastolo l’ho già sulle spalle, nessuna sentenza potrà punirmi se non solo materialmente – aggiungendo – Devo e voglio pagare per ciò che ho commesso ma rifiuto con tutte le mie forze l’etichetta di mostri che ci hanno appiccicato persone che, celandosi dietro il diritto/dovere di cronaca, stanno sfruttando la tragedia solo per ritagliarsi uno squarcio di visibilità e lo share televisivo”.”Io sono una persona normalissima – ha concluso Antonio Ciontoli – che ha fatto un errore e per questo sta pagando e pagherà per tutta la sua vita, fino a quando Dio mi darà la forza di continuare ad amare, fino al mio ultimo respiro”.

Marco Vannini, lacrime e rabbia a Domenica In: scioccante ricostruzione della madre

Lacrime e rabbia accompagnano la dura battaglia della mamma di Marco Vannini che chiede giustizia per la morte del figlio. Ospite a Domenica In, nel salotto di Mara VenierMarina Conte ha ricostruito quella tragica sera del 17 maggio del 2015, quando Marco si trovava nella villetta di famiglia della fidanzata Martina Ciontoli. I due ragazzi non erano soli in casa: vi erano anche il capofamiglia Antonio Ciontoli, la moglie Maria Pezzillo, il fratello di Martina, Federico Ciontoli, e la sua fidanzata, Viola Giorgini. Ad un certo punto la tragedia: Marco Vannini viene colpito da un proiettile di pistola. Si susseguono telefonate al 118 poco chiare, in cui non viene mai ammesso che il ragazzo era stato colpito da un proiettile. Dopo tre ore di agonia Marco Vannini muore.

Marina Conte si è lasciata andare nella lunga intervista a Domenica In rivelando la sua visione dei fatti. Per la Corte d’Assise di Roma a sparare è stato Antonio Ciontoli, condannato a 14 anni per omicidio volontario, mentre la moglie e i due figli sono stati condannati per omicidio colposo a 3 anni. La fidanzata di Federico, accusata di omissione di soccorso, è stata invece assolta.

Il racconto di Marina Conte

Quella sera in quella casa c’è stata una discussione – racconta Marina Conte esponendo quello che per lei è accaduto -. Marco voleva partire per fare la vita militare ed amava soprattutto il volo. Voleva entrare nelle Frecce Tricolori. Io penso che hanno discusso perché Marco voleva partire per fare il concorso del Vfp1 mentre Martina non voleva. Tra le tante cose Marco non andava d’accordo con il fratello. Negli ultimi tempi si lamentava del rapporto con il fratello”. Secondo la mamma Marco e Martina devono aver litigato per il concorso e la famiglia di lei deve essere intervenuta. Per la signora Marina deve aver preso parte anche Federico a tale discussione. Proprio quest’ultimo, secondo la sua ipotesi, avrebbe sparato a Marco. Solo con questa ricostruzione la donna riesce a spiegarsi quello che è accaduto dopo il colpo d’arma da fuoco. Marina ha poi ripercorso attimo dopo attimo, insieme a Mara Venier, gli ultimi istanti di vita di Marco. Ricordandolo ha inoltre raccontato: “Spesso quando penso a Marco mi dico che non so ancora tante cose di mio figlio perché 20 anni sono pochi”.

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