Nadia Toffa ha deciso di rispondere alla pioggia di critiche ricevute per l’uscita del suo libro. La giornalista e conduttrice, che dal 30 settembre 2018 tornerà alle Iene insieme ad Alessia Marcuzzi, risponde tramite i suoi social alle critiche contro alcune frasi scritte nel testo in cui la Toffa racconta la sua battaglia contro il cancro. Al centro delle polemiche sono finite frasi del tipo: ” il cancro è un dono” oppure “Se ci sono riuscita io a sconfiggerlo può farlo chiunque”.
Ecco il post al veleno: “Gli webeti proprio perché ebeti continuano a ridere della parola dono. Non ho mai sostenuto di essere fortunata ad avere il cancro. Sono pazza secondo voi?! probabilmente chi non capisce e ride, per fortuna sua, non è mai entrato in un reparto di oncologia pediatrica. I bambini lì sorridono e ridono non perché si sentono fortunati di avere il cancro ma perché hanno spirito di sopravvivenza e sanno che la vita continua nonostante la malattia e così i loro genitori che sono con loro a sostenerli ogni giorno cercando di portargli allegria. Sono scemi? O si sono trovati in quella situazione e cercano di sopravvivere?! Chiedetevelo davvero! il cancro è un dono per loro? Avessero potuto scegliere cosa avrebbero deciso per i loro figli? Quel destino infame? Ne sono felici? O provano solo ad essere sereni per dare coraggio ai loro piccoli. Tra l’altro sono gli stessi medici a dire che un atteggiamento positivo aiuta. Motivo per cui esiste la clownterapia. Fin dall’esordio della mia malattia ho sostenuto che l’unica speranza che abbiamo contro il tumore è la medicina. Con radio e chemio… uniche cure esistenti… magari con la forza di volontà si potesse guarire… Non è di certo così, ma un atteggiamento positivo aiuta e questo lo dice la scienza non la sottoscritta. Dunque imparate a non giudicare e fatevi un giro negli ospedali o a casa di malati oncologi. Non c’è un funerale in corso perché le persone sono ancora vive e sono felici di esserlo. Non credo sia difficile provare ad immedesimarsi. Provateci anche per poco. Fate uno sforzo sù. Forse forse riuscite a capire. Sono stata in zone di guerra… in Iraq per la precisione e dove esplodono le bombe i bambini giocano a pallone. E le mamme preparano il tè. La vita è più forte e sono convinta che quei bambini che giocano non offendono i soldati e nemmeno quelle mamme che preparano da mangiare ai figli. Così come i bimbi dei reparti d’ospedale che ridono non offendono i medici. E’ solo la vita che continua a scorrergli nelle vene. E’ semmai una manna dal cielo. Ognuno è libero di vivere”.
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