Il giudice dà ragione a Veronica Panarello: l’ex marito dovrà dare notizie del fratellino di Lorys

È stato accolto il reclamo mosso da Veronica Panarello contro la sentenza che le aveva fatto perdere la potestà genitoriale nei confronti del fratellino di Lorys Stival. La mamma, accusata e condannata in primo grado per l’omicidio del primogenito, dovrà ricevere notizie e foto del figlio più piccolo.

Veronica Panarello, la mamma accusata e condannata in primo grado a 30 anni di reclusione per l’omicidio del primogenito Lorys Stival, avvenuto a Santa Croce Camerina il 29 novembre del 2014, era rimasta particolarmente contrariata dalla dura sentenza, emessa nel gennaio, dalla corte del Tribunale di Ragusa in merito alla separazione dall’ex marito, Davide Stival. Il tribunale siciliano aveva affidato esclusivamente a quest’ultimo la crescita del fratellino più piccolo di Lorys, proibendo inoltre alla madre di vedere il secondogenito. Il tribunale aveva anche stabilito il veto assoluto su eventuali contatti indiretti, foto o notizie riguardanti il bambino della coppia.

Il Giudice ieri, 14 maggio 2018, ha dato ragione a Veronica Panarello, la quale ora potrà e dovrà avere notizie del fratellino di Lorys, che vive con l’ex marito Davide Stival. “Si prescrive – scrive il Giudice – a Stival Davide di informare Panarello Veronica tramite lettera e con cadenza mensile, sull’andamento della vita del figlio inviando, almeno con cadenza trimestrale, una o più fotografie del bambino. In caso di eventi eccezionali o di particolare significato quali (ad esempio) la prima comunione, una malattia, un premio, la madre dovrà essere prontamente avvisata“.

Il reclamo mosso dall’imputata e dai suoi legali è stato quindi accolto dalla Corte. Ora si attende con ansia gli sviluppi legati al processo per la morte del piccolo Lorys Stival. Il prossimo 6 giugno Veronica Panarello dovrà tornare in aula per il processo d’Appello, dove il suo avvocato difensore, Francesco Villardita, continuerà la sua arringa davanti alla Corte d’Assise d’Appello, cercando di spiegare perché la sua assistita è innocente.

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