Giallo sulla morte di Marco Vannini: nuove testimonianze shock contro Antonio Ciontoli

Nuovi testimoni hanno rivelato a Quarto Grado alcune indiscrezioni shock su Antonio Ciontoli, il luogotenente della Marina Militare di 48 anni, che ha ammesso di aver esploso il colpo accidentale contro il fidanzato della figlia Marco Vannini. 

Il processo per la morte di Marco Vannini va avanti. Nel frattempo la trasmissione Quarto Grado è tornata sul caso, focalizzando l’attenzione su alcune incongruenze tra la dinamica dell’omicidio e le dichiarazioni di alcuni indagati. Il dubbio più grande risiede proprio sulla scena del delitto: dove è stato sparato Marco? La versione riveduta ed aggiustata nel tempo dell’intera famiglia Ciontoli, di cui tutti i membri sono indagati con l’accusa di omicidio volontario, è stata raccontata nelle precedenti udienze dal capofamiglia Antonio. Stando alle dichiarazioni dei Ciontoli, Marco Vannini era in bagno e si stava lavando, quando il luogotenente della Marina Militare è entrato ed, a un certo punto, un colpo di pistola è partito in maniera accidentale verso il ragazzo. In casa erano tutti presenti, anche la fidanzata di Federico Ciontoli, Viola Giorgini, anche lei indagata con l’accusata di omissione di soccorso, ma nessuno dei presenti ha sentito il colpo di pistola.

Cosa è successo veramente in quella casa? Marco Vannini è stato sparato in bagno oppure altrove? I genitori del ragazzo, tramite i loro legali, hanno più volte chiesto di poter fare dei sopralluoghi all’interno della villetta di Ladispoli, ma gli è sempre stato negato. Eppure qualcosa sembra non tornare dalle ricostruzioni dei presenti. Il ragazzo si stava lavando all’interno della vasca da bagno quando Antonio Ciontoli è entrato: ciò sembra molto strano, come mai il capofamiglia non ha aspettato che Marco Vannini uscisse dal stanza in questione per entravi? Sono molte le cose che non tornano, come per esempio le tracce di polvere da sparo rinvenute sulle scarpe del ragazzo che al momento del delitto si trovavano nella stanza di Martina Ciontoli.

Durante il programma Quarto Grado sono stati inoltre ascoltati due testimoni che hanno rivelato delle clamorose indiscrezioni che potrebbero aggravare la posizione del principale imputato, Antonio Ciontoli. I due uomini intervistati dall’inviata del noto programma di Rete 4 non fanno parte dell’inchiesta. Ai microfoni della trasmissione hanno rivelato che anni addietro si sarebbero imbattuti casualmente in Antonio Ciontoli, che li avrebbe minacciati puntandogli contro la sua pistola d’ordinanza. “Era l’estate del 2014”, racconta il primo testimone che si è fatto riprendere di spalle per tutelare il figlio minorenne, rendendosi tuttavia disponibile a testimoniare in Procura: “Percorrevo in auto un tratto sull’Aurelia e dietro di me avevo una macchina che per una trentina di secondi voleva strada e mi abbagliava. Dopo qualche secondo, non potendomi spostare subito, ho cambiato corsia cercando di farlo rallentare. Abbassai il finestrino per dire al conducente ‘perché vai così veloce’. A quel punto l’uomo alla guida di quella vettura mi ha guardato ed ha poi tirato fuori la pistola puntandomela contro“. Quell’uomo, per il testimone, era Antonio Ciontoli. Anche un secondo testimone, ascoltato sempre dall’inviata di Quarto Grado, ha rivelato di essere stato minacciato da Antonio Ciontoli. L’episodio narrato è analogo al precedente: i fatti risalirebbero al 2013, Ciontoli lo avrebbe inseguito a bordo della sua auto per non aver rispettato una precedenza: “Per intimidirmi mi puntò contro la pistola”, ha raccontato l’uomo alla giornalista.

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