Intervista a Elenoire Casalegno: donna, mamma, blogger e splendida antidiva

Sono circa le 15, Elenoire Casalegno è nel suo appartamento. Bella come sempre, con lo sguardo da gatta e la voce bassa. Sensuale. Elenoire va in terrazza, vede una gazza ladra e scoppia a ridere. Nel salotto c’è Peperoncino, “il maltese che si crede un pitbull“, spiega lei. Poi chiarisce: “Ho provato a fargli capire come stanno le cose, ma non c’è niente da fare. Pensa di essere grande e forte“. Lo scorso 19 settembre Eleonoire ha presentato al Just Cavalli di Milano il suo nuovo blog, Be Fashion Not Victim. E’ un progetto a cui tiene molto e per cui sta mettendo il massimo impegno. Scrive almeno un post al giorno, scegliendo il tema e selezionando con cura le fotografie. I risultati stanno arrivando e lei – giustamente – se li gode…

Sei stata una fra i primi personaggi pubblici ad avere un sito web. La prima a concepirlo come una sorta di cartone animato raffigurante te e la tua casa: sei appassionata di tecnologia?

Mi diverte. Ma non ne sono schiava. Credo che la tecnologia debba essere a nostra disposizione, non il contrario.

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Com’è nata l’idea del blog?

Ci pensavo da un paio di anni, poi ho cominciato a lavorarci e il primo agosto è andato online. L’idea è nata prima di tutto dalla passione per la moda, che ho fin da ragazzina. Tagliavo magliette, facevo accostamenti inediti, mi divertivo a sperimentare. Nel corso del tempo ho ricevuto tante richieste di consigli relativi al look, e ho pensato che questo strumento sarebbe stato un ottimo canale di comunicazione. Lo è, infatti. Ne sono felice.

Nella presentazione si legge “La nostra sfida è far comprendere che il bello non è necessariamente caro, si può customizzare, mixare pezzi ‘importanti’ con pezzi accessibili a tutti”…

Esatto. In questo periodo, i portafogli a riserva sono tanti. Io cerco di dare anche dritte su brand e pezzi low cost con cui sentirsi a proprio agio e fare bella figura. Sempre tenendo conto della propria conformazione: molte persone si ostinano a indossare capi di moda che stanno loro malissimo… E’ un errore.

Nei tuoi post compaiono anche nomi di stilisti emergenti.

Sostengo da sempre gli stilisti emergenti, anche nella scelta degli abiti da indossare per un programma e per un evento pubblico. Sotto questo punto di vista, ho sempre ritenuto di avere abbastanza personalità per fare di testa mia.

Cosa bolle in pentola, a parte il blog?

Sto preparando una trasmissione legata alla moda, di cui però ancora non posso dire nulla. E sto ricevendo diverse proposte, sempre legate alla moda.

Ti capita di arrabbiarti o “soffrire” quando vedi in tv donne che non hanno nulla più di te… Non sono più belle, non sono più brave, eppure stanno là?

Sì, mi è capitato di provare rabbia. Non solo per me, ma più in generale per le persone che sono davvero valide e non riescono a trovare uno spazio. Poi, però, mi domando: “Elenoire, tu faresti quello che hanno fatto loro per arrivare a quel traguardo?“. La risposta è sempre no. Allora sorrido.

Hai un figlia di tredici anni: come fai a spiegarle quali sono i modelli giusti da seguire, se ovunque vediamo donne diventare ricche celebri grazie allo scandalo?

Infatti questo è un grandissimo problema. E’ come se non ci fossero esempio concreti per dimostrare che non è quella la strada da seguire… Gli attuali esempi concreti, purtroppo, suonano come una conferma.

Sei pro o contro la chirurgia plastica?

Ah, guarda, sotto questo punto di vista mi sono fatta l’assicurazione per la vecchiaia… Visto che il mio compagno Matteo (Malocco, ndr) fa il chirurgo plastico! Scherzi a parte, non sono contraria alla chirurgia ma agli eccessi. Tante, troppe donne finiscono per rovinarsi. E poi ho un grande problema…

Cioè?

Ho il terrore degli aghi! Però quando vorrò a tutti i costi togliere una ruga forse mi passerà!

Matteo è l’uomo della tua vita, starete insieme per sempre?

Magari avessi la sfera di cristallo! Stiamo insieme da due anni… E ci credo molto, questo sì. Ma preferisco vivere al momento.

L’hai imparato con l’esperienza?

Beh, a 36 anni vivi le cose diversamente rispetto a quando ne hai 20. E diciamo pure che dopo i 30 anni capisci definitivamente che per amore si può star male, tanto male. Malissimo. Ma non si muore.

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