Paris Hilton e il “disgusto” per i gay

Non solo Paris Hilton non è una campionessa di simpatia, per quanto si sta dimostrando pure un’ingrata. Deve parte del suo successo (basato sul nulla) alla comunità gay, che l’ha fatta entrare dritta dritta fra le sue icone convocandola più volte anche come ospite speciali di grandi eventi… E lei che fa? Sputa nel piatto in cui mangia. Con una leggerezza che sfiora lo squallore. La Hilton è scivolata su una buccia di banana clamorosa. A bordo di un taxi newyorkese ha parlato con un amico di Grindr, app per smartphone finalizzata ad organizzare incontri (anzi, avventure) fra gay. E il suo commento è stato il seguente: “I gay sono le persone più arrapate del mondo. Sono disgustosi. Molti di loro hanno l’Aids. Avrei paura se fossi un gay perché muori di Aids“. Che meraviglia, quasi un capolavoro di assurdità!

Naturalmente, poi il suo ufficio stampa ha cercato di metterci una pezza spiegando che Paris non intendeva assolutamente offendere gli omosessuali: “sostanzialmente le sue parole sottolineavano quanto fosse pericoloso per chiunque avere rapporti sessuali non protetti che potrebbero portare a una malattia“. E ancora: “La parola ‘disgustosi’ si riferiva a quando Paris ha visto, tramite il cellulare dell’amico, “i profili di alcuni uomini contenuti nell’applicazione Grindr. Non volevano essere commenti sprezzanti“. No, certo. Volevano essere dimostrazioni di stima o in alternative riflessioni profonde.

PARIS HILTON, PHOTO STORY: GUARDA

Meno male che esistono gli uffici stampa, i portavoce, lo staff e cose del genere. Quelli della Hilton sono proprio ottimi professionisti. Ricevono di sicuro ottimi compensi. E la loro assistita può serenamente sganciare queste bombe: così se ne parla molto per qualche giorno, tutti si ricordano di lei e poi si sdrammatizza il tutto. Facile, no?

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