Il misterioso caso di Renata Rapposelli: la pittrice è stata avvelenata?

Continuano le indagini riguardanti la morte della pittrice Renata Rapposelli: al momento gli inquirenti sospettano che la donna sia stata avvelenata.

Non si fermano le indagini per la morte di Renata Rapposelli, la 64enne pittrice di Ancona, trovata priva di vita in un bosco di Tolentino, in provincia di Macerata. Al momento gli inquirenti sospettano che la donna sia morta per avvelenamento, anche se l’ipotesi deve ancora essere accertata. Chi indaga, secondo quanto riportato dal noto settimanale Giallo, crede che siano stati somministrati alla donna una dose letale di farmaci contro la sua diretta volontà.

A sostegno dell’ipotesi di avvelenamento, stando quanto riporta il settimanale diretto da Andrea Biavardi, vi è l’assenza sul corpo della vittima di segni di violenza. Per tale ragione si crede che la donna sia stata costretta ad ingerire una dose letale di ansiolitici. A far riflettere sono anche alcune medicine, ritenute sospette, rinvenute nell’abitazione dell’ex marito, Giuseppe Santoleri. Sono state inoltre trovate tracce della donna sul sedile posteriore dell’auto dell’ex marito. L’uomo ha dichiarato agli inquirenti di aver accompagnato l’ex moglie in direzione Santuario di Loreto, per poi farla scendere, in seguito ad una lite, a qualche chilometro di distanza dalla Basilica e fare ritorno così nella sua abitazione a Giulianova. È davvero accaduto quanto rivelato da Santoleri? I due ex coniugi erano soli nella Fiat 600 o c’era qualcun altro? Al momento restano indagati a piede libero il figlio della donna, Simone Santoleri, e l’ex marito.

Il corpo della pittrice è stato rinvenuto in mezzo a dei rovi, in una zona difficile da percorrere. Stando alle prime ricostruzioni il cadavere di Renata Rapposelli è stato gettato in quel luogo dal suo assassino. Gli inquirenti continuano ad indagare e cercare tracce che possano portare ad una svolta nel caso. Al momento l’abitazione dei Santoleri è stata posta sotto sequestro per ulteriori indagini, ma attualmente non sono state rinvenute tracce di sangue, né ulteriori indizi. Sono stati sequestrati vari oggetti, tra cui cuscini, lenzuola ed alcune buste di plastica.

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