Caso Vannini, in arrivo la superperizia sulla morte di Marco

Marco Vannini, il ventenne ucciso nel maggio 2015 a Ladispoli, poteva salvarsi? E’ questa la domanda a cui risponderà la super perizia sul corpo del ragazzo, che tra una settimana potrebbe stabilire una possibile svolta nel processo che vede 5 imputati per omicidio volontario

Ancora ombre sul caso dell’omicidio di Marco Vannini, il ventenne ucciso nel maggio 2015 a Ladispoli a causa di un colpo di pistola sparato dal padre della sua fidanzatina, Antonio Ciontoli. Cinque sono gli imputati che la sera del 17 maggio 2015 erano presenti in casa Ciontoli durante lo sparo; la fidanzata della vittima, Martina Ciontoli, suo padre, Antonio Ciontoli, la mamma Maria e il fratello Federico con la fidanzata Viola. Proseguono le udienze del processo contro Antonio Ciontoli, reo confesso per aver esploso il colpo (“Per scherzo”) e per non aver chiamato subito i soccorsi perchè “nessuno credeva che potesse davvero morire”. 

Tra una settimana però la super perizia sul corpo di Marco potrebbe stabilire se effettivamente il ragazzo poteva salvarsi se solo il 118 fosse stato chiamato alle 23.15, orario in cui è partito il colpo di pistola, e non quasi un’ora dopo, come effettivamente è accaduto. Devono ancora rispondere però gli altri imputati, accusati di omissione di soccorso. Troppe ancora le contraddizioni che sembrano le uniche certezze di questo giallo

 

 

Marco è morto con 5 persone intorno, ma in realtà è stato lasciato da solo; i 5 imputati sono tutti compatti nel raccontare la loro verità eppure ci sono troppi dettagli che non combaciano e che hanno dato vita solo ad un insieme di numerose omissioni e ad un intreccio omertoso. Perché Marco si trovava nella vasca da bagno quando è morto? Come ha fatto la fidanzata Martina a non accorgersi che il ragazzo era stato colpito da un’arma da fuoco? Ma soprattutto perché i soccorsi sono stati chiamati cos’ in ritardo e la famiglia Ciontoli ha lasciato che il ragazzo si spegnesse agonizzante in quella vasca? Forse la prossima perizia potrà rispondere a queste ed altre domande e chiudere finalmente uno dei cold case che più ha sconvolto l’opinione pubblica negli ultimi anni. 

 

 

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