Omicidio Marco Vannini, la mamma: “La verità non la sapremo mai”

È pessimista in merito alla giustizia la mamma di Marco Vannini, il ragazzo misteriosamente ucciso mentre si trovava a casa della fidanzata. La donna chiede che venga rivisto il capo d’accusa nei confronti di una degli imputati.

Sono passati già due anni dalla morte di Marco Vannini, il ragazzo di 20 anni di Cerveteri misteriosamente ucciso da un colpo di pistola sparato mentre si trovava a casa della sua fidanzata, Martina Ciontoli, a Ladispoli il 17 maggio del 2015. Ad assumersi la responsabilità di aver colpito per sbaglio il giovane è stato il padre della ragazza, Antonio Ciontoli, luogotenente della Marina Militare di 48 anni. Tutti i membri della famiglia dell’uomo, presenti in casa quel tragico giorno, sono indagati con l’accusa di omicidio volontario, mentre la fidanzata del fratello di Martina, Viola Giorgini, è accusata di omissione di soccorso. Il processo è ormai avviato ma Marina Conte, la mamma di Marco, interviene proprio su l’accusa nei confronti di una degli indagati.

Durante la puntata delle ore 12 di Chi l’ha visto?, la mamma di Marco Vannini è tornata a parlare della vicenda, raccontando a Federica Sciarelli il suo punto di vista: “Io credo che la verità non la sapremo mai … loro tutto hanno fatto, fuorché pensare a mio figlio”. Marina Conte ha poi continuato: “Spero che venga rivista la posizione di Viola Giorgini. Devono pagare tutti, anche Viola”. La donna è pessimista in merito al processo e si prepara all’esito peggiore.

Il 23 ottobre è prevista la prossima udienza nella quale verrà chiarito, tramite una perizia disposta per il 12 ottobre, se Marco Vannini si sarebbe potuto salvare con un intervento tempestivo di soccorso da parte della famiglia Ciontoli. La mamma del giovane, morto inspiegabilmente, ha affermato in merito: “Anche senza la perizia, se Marco ha vissuto 4 ore, nessuno può dire che sarebbe morto”. Nel corso della trasmissione di Chi l’ha visto? è intervenuto anche il padre di Marco Vannini, che ha sottolineato: “Per noi la cosa più tragica è sentire quella telefonata dove c’è Marco che si lamenta, la sua sofferenza è allucinante..”. Urla che per sempre rimarranno impresse nella memoria dei genitori che hanno visto il loro figlio morire inspiegabilmente.

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