Andreas Muller: il vincitore di “Amici 16” parla del suo futuro [ESCLUSIVA]

Andreas Muller, fresco vincitore della sedicesima edizione di Amici, si sta godendo il suo meritato momento di gloria e si sta preparando per una nuova, ricca stagione nel mondo dello spettacolo. Tra i suoi progetti futuri un viaggio di due settimane a Los Angeles per migliorare il suo stile, un’autobiografia che uscirà a dicembre.  il ritorno in tv. Il suo grande sogno, al momento, rimane il grande schermo: “Se mi chiamassero, magari! Amo tutto il cinema e “Amici” mi ha insegnato che nella vita tutto è possibile”.

Mantiene sempre un pizzico, ma uno solo, di timidezza Andreas Muller nonostante sia stato incoronato vincitore della sedicesima edizione di Amici. Ospite d’onore alla finale nazionale del concorso “The Look of The Year” presso Cinecittà Village dove ha infiammato il pubblico soprattutto femminile con il fascino e il sorriso, continua a dividersi tra la marea di impegni che lo aspettano da qui fino a dicembre. Attualmente è al Festival Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, poi le serate, uno stage all’estero per perfezionare la danza, un libro che racconta la storia della sua vita e, molto probabilmente, un gran ritorno in tv.

Ne hai di cose da fare per la prossima stagione.

“Meno male! Perché so benissimo, e dovrebbero tenerlo a mente tutti coloro che decidono di partecipare a un talent come “Amici”, che adesso ho successo perché la mia vittoria è fresca, ma presto si passerà a una nuova edizione con nuovi concorrenti e nuovi vincitori. Il rischio di cadere nell’oblio è dietro l’angolo perché il pubblico a casa non può ricordarsi di tutti La gente ti dimentica. Questa cosa la so bene ed è per questo che cerco di rinnovarmi, studiare, continuare a stupire il pubblico che ancora mi segue dopo “Amici” e non cullarmi sugli allori”.

Gli ultimissimi impegni di Andreas Muller?

“Ora sono stato invitato al Festival del Cinema di Venezia e sono contentissimo perchè amo il cinema, lo guardo tutto. Poi ho organizzato un viaggio di due settimane a ottobre a Los Angeles per studiare danza e respirare una boccata d’aria diversa. Perché all’estero per un ballerino è il paese dei balocchi. Lì è nato tutto, la danza, lo spettacolo, e ci sono più possibilità. In Italia il ballo non è il primo posto. C’è il calcio, c’è lo sport: sono pieni gli stadi. Anche in America, la differenza è che lì a fare il tutto esaurito sono anche i teatri con tutti i musical e le commedie che ci sono, oltre che i tour, le audizioni, la possibilità di trovare lavoro in una grande produzione. Non ci sono mai stato in America, non vedo l’ora di partire. E’ giusto andarci, è giusto che veda con i miei occhi quanto è diversa la realtà artistica americana rispetto a quella italiana”.

Hai parlato di cinema: ti piacerebbe una carriera di attore?

“Perché, c’è al mondo qualcuno a cui non piacerebbe? Recitare ballando sarebbe il culmine dei miei sogni. Se si aprisse quella strada la prenderei volentieri. Tra gli attori che mi piacciono di più ci sono Jim Carey, Will Smith, Johnny Depp. Le donne li trovano bellissimi, io credo invece che il talento sia il motivo per cui tanta gente li apprezzi. Se ho anche qualche attrice donna tra le mie preferite? Tutte, non saprei scegliere. Perché in questo caso, al contrario, mi faccio influenzare eccome dal loro aspetto fisico e sono tutte bellissime.

Tornato dalla città degli angeli che farai?

“Di sicura uscirà un libro a fine anno che sto finendo e che parla delle vicende della mia vita, da quando sono nato, in Germania, a quando mi sono trasferito nelle Marche, passando per “Amici”, 15 e 16. Sarà edito da Mondadori e mi permetterà di far conoscere a chi è incuriosito da me quello che in tv non si vede. I miei trascorsi, le mie avventure giovanili, quello di brutto e di bello che mi è successo durante 21 anni. Perché purtroppo, come tutte le famiglie, anche la mia ha avuto i suoi guai”.

Quali?

“Purtroppo il rapporto tra i miei genitori è stato molto conflittuale e io l’ho patito: infatti continuavo a invidiare i genitori dei miei amici che, invece di litigare, si baciavano. Poi mio fratello maggiore Daniel da piccolo si è ammalato di meningite ed è diventato infermo. Ho vissuto molto male sia il fatto che Dani non sia mai completamente guarito, sia che mia madre abbia passato tanto tempo disperata da una parte all’altra dell’Italia alla ricerca di un medico che facesse il miracolo. Poi però ci sono state anche le esperienze belle, quelle che vale la pena ricordare”.

Come “Amici”.

“Che rimane l’esperienza più bella della mia vita. E potrebbe non essere finita: l’ultima volta che ci siamo sentiti con la redazione di Amici c’è stata una proposta di lavorare come professionista che è ancora in ballo. Tornato dagli Stati Uniti credo che ci vedremo agli studi dove si registra il programma e spero tanto che questo progetto si realizzi. Sarebbe un onore tornare da professionista, quindi con una consapevolezza diversa, lì dove ho vissuto tante emozioni da concorrente”.

A parte il ballo, quali sono le passioni di Andreas Muller?

“Mi piace disegnare, mio papà disegnava anche se non era un professionista ma era molto bravo. Poi mi piace leggere i fumetti della Marvel, quelli con cui crescono più o meno tutti i ragazzi come me. Supereroi, Dragonball, sono la mia parte “infantile”. Poi la musica, tutta e di ogni genere.

Qual è la prima cosa che ti viene in mente se ti chiedo cosa non sai fare?

“Che non so cucinare, non ho ancora imparato. Ma mangiare mi piace da morire, mangio in continuazione. Meno male che con la danza si bruciano le calorie”.

Photo Credits: Midas, Instagram, Ufficio Stampa Amici

 

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