Chester Bennington, all’asta i kit del suo funerale: scoppia la polemica

Un fatto terribile accaduto dopo la scomparsa del frontman dei Linkin Park, Chester Bennington, accaduta il 20 luglio. Sono finiti in vendita i kit che erano stati regalati ai pochi invitati al suo funerale, che si era svolto in forma privata.

Dopo la morte del cantante Chester Bennington, frontman dei Linkin Park, che si è tolto la vita lo scorso 20 luglio all’età di 41 anni, la famiglia ha optato per un funerale in forma privata con circa 200 partecipanti presso il South Coast Botanic Garden. Subito dopo il funerale sono comparsi online sul sito Ebay i kit che erano stati distribuiti al suo funerale che si era svolto con pochi e selezionati invitati per ricordare e celebrare questo momento. Sono stati donati piccoli kit in stile “Vip Package” per i concerti, con una targhetta simile a un pass e un bracciale, per ricordare il cantante, celebrando fino alla fine il suo immenso talento e ricordando il grande contributo che ha dato al mondo della musica. Insieme alla targhetta e al bracciale, sono state donate anche delle spille con la sua firma incisa sopra e il programma della funzione.

La notizia giunge da Chris Kael, cantante dei Five Finger Death Punch, amico di vecchia data di Chester, che ha dato questa macabra notizia. Infatti sul sito Ebay sono stati messi in vendita i kit completi con: il bracciale, il badge e un libretto di cerimonia, che in questo momento sono a un’asta di un valore di 51.000 dollari. Un paradosso leggere nella descrizione dell’asta che questo oggetto è solo per i veri fan di Chester Bennington e dei Linkin Park, affermando che sono venduti poiché per il proprietario attuale il kit non è così importante, come potrebbe essere per un fan che ha solo questa occasione per entrarne in possesso.

Lo stesso Chris Keal condivide uno screenshot dal suo cellulare che ritrae il kit e il prezzo dell’asta  commentando “Un.Fu**ing.Believable”, per descrivere il suo sdegno per questa vicenda che riguarda il suo amico scomparso.

 

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