Il difficile passato di Chester Bennington: dagli abusi sessuali subiti da bambino ai problemi con droga e alcol

Vi raccontiamo il drammatico e difficile passato di Chester Bennington, il famoso cantante che si è tolto la vita nella sua casa di Los Angeles: gli abusi sessuali subiti da bambino che hanno portato alla depressione e lo hanno spinto a rifugiarsi nella droga e nell’alcol.

È stato ritrovato senza vita nella sua casa di Los Angeles, con il cappio al collo. Chester Bennington, 41 anni, ha deciso di farla finita a poche settimane di distanza dalla scomparsa del suo caro amico Chris Cornell, anche lui suicida. Così si conclude la difficile e tormentata vita del cantante dei Linkin Park, una vita fatta di violenze sessuali e abusi.  Nella sua vita, Chester ha amato molto, ma soprattutto ha amato le tre le donne che lo hanno regalato il dono di diventare padre: da queste tre relazioni sfociate in tre matrimoni, il frontman dei Linkin Park ha avuto ben 6 figli. La prima storia importante fu quella con Elka Brand, dalla quale ebbe il suo primogenito Jamie. Poi fu la volta di Samantha Marie Olit, conosciuta nel fast food dove lavorava in attesa del successo: dopo il matrimonio è arrivato il secondo figlio del futuro cantante, Draven Sebastian. Tre anni dopo, però, si separarono e Chester si innamoro di Talinda Bentley, una modella di Playboy. La sposò e con lei ebbe il terzo figlio Tyler Lee. Il quarto figlio fu invece adottato: si tratta di Isaiah, il frutto di una relazione passata di Elka, il primo amore del cantante. Sempre con la modella ebbe poi altre due figlie, le gemelle Lilly e Lila.

Nonostante la numerosa famiglia e gli amatissimi figli, Chester Bennington non riuscì a dimenticare tutte le sofferenze subite da bambino: quando aveva solo 7 anni, iniziò a subire violente sessuali da un ragazzo più grande di lui. Gli abusi proseguirono per ben 6 segnando definitivamente la vita del cantante. Scoprì che il suo stesso carnefice, tempo prima, era stato vittima delle stesse violente e per questo, insieme con una buona dose di paura, decise di non denunciare i soprusi. Ciò però lo gettò in una forte depressione e lo spinse a rifugiarsi nella droga e nell’alcol. In una rara intervista, il cantante decise di toccare il dolorosissimo argomento e disse: “Quando ero ragazzino, essere picchiato e anche violentato non era divertente. Non vorremmo mai che questo accadesse proprio a noi e io sinceramente non so di preciso quando è iniziato tutto. Ma circa quattro anni fa sono andato a trovare mia madre e ho visto una mia vecchia foto: ricordo chiaramente dove è stata scattata. […] E poi mi sono ricordato. Oh mio Dio. Mi sono ricordato di tutte le cose che mi succedevano e ancora oggi ripensandoci mi viene da piangere. Oh mio Dio. Stava fottutame*** succedendo a me ed ero così piccolo, molto prima di quanto ricordassi. Mio Dio, non mi stupisco di essere diventato un tossicodipendente. Non mi stupisco per essere diventato completamente instabile per un po’ di tempo”.

Sempre sue le parole: “Sono arrivato a farmi anche 11 volte al giorno con l’acido. Ne ho assunto talmente tanto che sono sorpreso del fatto che io riesca ancora a parlare. Ho fumato anche tantissimo crack e persino l’oppio pensando che potessi disintossicarmi. Sono arrivato a pesare 46 chili, mia madre mi guardava e mi diceva che sembrava fossi appena uscito da Auschwitz”. Nonostante la disintossicazione del 2014, l’icona del new metal non è riuscito ad uscire dal vorticoso tunnel della depressione e il 20 luglio 2017 si è tolto la vita.

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