Isabella Ferrari amante di Gianni Boncompagni? la bomba di Barbara Carfagna

Il 16 aprile 2017 è venuto a mancare Gianni Boncompagni, il maestro della televisione italiana; tanti i vip che lo hanno ricordato con affetto e che gli hanno dato l’ultimo saluto a Roma. Tra i tanti suoi ammiratori però anche una voce fuori dal coro…

Gianni Boncompagni, maestro della televisione italiana, è venuto a mancare nel giorno di Pasqua, il 16 aprile 2017. L’uomo si è spento a Roma all’età di 84 anni e tanti sono stati i vip che hanno speso per lui ricordo e si sono recati a nella Capitale per un ultimo saluto. Da Ambra Angiolini, ragazza da lui scoperta a Non è la Rai, a Raffaella Carrà sua compagna per più di dieci anni. Tra i suoi tanti ammiratori però c’è stata anche qualche voce fuori dal coro che si è espressa in maniera non troppo lodevole nei confronti di Boncompagni.

In particolare, Barbara Carfagna, giornalista e conduttrice Rai del Tg 1 ha postato su Facebook che ha lanciato una vera e propria bomba: “Quanto cambia chi è la persona che lo compie nel racconto di un comportamento? Tutti amavamo e piangiamo la morte di Boncompagni. Io me lo ricordo a qualche festa da D’Agostino in cui si parlava di Berlusconi. Anche lui aveva avuto amanti minorenni e le aveva piazzate con successo, anche nella TV di Stato” La Carfagna nel post si riferisce alle presunte relazioni di Boncompagni avute con ragazze molto più giovani di lui.

La Carfagna però va contro un’attrice in particolare, Isabella Ferrari, della quale la giornalista Rai pubblica uno scatto insieme a Boncompagni e Marco Travaglio e scrive: “Una di queste amate e piazzate in Rai a 16 anni, era lei. Isabella Ferrari. Qui Insieme a uno dei più grandi accusatori di Berlusconi per le vicende Ruby e Noemi. Però Boncompagni lo abbiamo sempre visto tutti solo come un creativo Pigmalione. Lei e la Gerini come due miracolate per averlo avuto accanto, brave belle e intelligenti; una oggi pure sofisticata intellettuale, in Teatro con Travaglio. Perché alla fine questo è stato l’esito di un comportamento oggi condannato, ma negli anni ’80 accolto e finanziato pure con i soldi pubblici. Lui vedeva chiaramente questi paradossi, anzi li sottolineava in interviste ficcanti e ne rideva”.

Photo Credits: Facebook

 

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