Roberto Benigni diffida Report: “L’inchiesta non va trasmessa”

Roberto Benigni diffida Report, il programma d’inchiesta, che va in onda ogni lunedì sera su Rai 3.

Report la trasmissione condotta da questa stagione da Sigfrido Ranucci, successore e storico braccio destro della fondatrice del programma Milena Gabanelli, ha mandato in onda durante l’ultima puntata un’anteprima dell’inchiesta che sarà trasmessa il 17 aprile e che vede coinvolto l’attore e regista premio Oscar Roberto Benigni e gli Umbra Studios. Ranucci e i suoi collaboratori raccontano la vicenda degli studi di Papigno, dove il premio oscar aveva il progetto di creare gli Umbria Studios come concorrente agli studi di Cinecittà. All’interno di questi studi Benigni ci ha girato La vita è bella e Pinocchio.

La trasmissione di Rai 3 ha stimato la cifra che ha ricevuto questo progetto, 16 milioni di euro tra fondi europei, statali e locali e proprio questi numeri sono contestati dall’attore, dalla moglie Nicoletta Braschi e dal loro legale. A rilevare i debiti, ben 5 milioni di euro, nel 2005 è stata la società Cinecittà Studios, di Luigi Abete, Aurelio De Laurentis e Andrea Della Valle senza però rilanciare gli Umbria Studios. A breve Cinecittà tornerà ad essere una società statale e il maxi debito dell’attore fiorentino sarà a carico dello Stato. Benigni durante l’inchiesta non ha risposto a nessuna domanda, ma ha riconosciuto l’errore dell’investimento, affermando: “Non sa quanti soldi ci ho perso“.

A dare la notizia della decisione del regista di procedere per vie legali è stato il giornale Il Fatto Quotidiano. Benigni ha inoltrato una lettera firmata dal suo avvocato, Michele Gentiloni Silveri, all’ufficio legale del programma, ai vertici dell’azienda e della rete, in cui si annuncia una probabile richiesta per danni per quello che è stato trasmesso durante le anticipazioni. Per Report le denunce e le querele sono all’ordine del giorno, infatti il Sigfrido racconta a Libero che solo il programma ha 150 querele e che lui ne ha ben 65 con richieste di risarcimento danni per un totale di 60 milioni di euro e ha ribadito: “Si infuriano tutti ma noi non ci fermiamo“. Ma la cosa che stupisce è che proprio Benigni e la Braschi firmarono, insieme ad Andrea Camilleri, Roberto Saviano e altri personaggi famosi, un appello lanciato dall’Articolo 21 per salvare Report.

Roberto Benigni diffida Report: "L'inchiesta non va trasmessa"

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