Gessica Notaro in tribunale: “Voglio che mi veda in faccia”

La giovane Miss Romagna sfregiata con l’acido ha assistito ieri, 17 marzo, al processo per stalking dell’ex Edson Tavares. I legali di lui hanno chiesto una perizia psichiatrica per rischio suicidio. La giovane ha mostrato al giudice, togliendosi la maschera protettiva, la violenza subita al volto.

Gessica è arrivata in tribunale intorno alle 8.40 del 17 marzo, seduta sul sedile posteriore di un’auto guidata dal suo manager Mauro Catalini. Il volto nascosto dal cappuccio del giubbotto, da una sciarpa e dagli occhiali da sole. La ragazza se ne è andata poco prima delle 12 perché affaticata. L’ex fidanzato Edson Tavares, accusato in un altro procedimento di averla sfregiata con l’acido, sarà processato davanti al Tribunale monocratico di Rimini il 27 aprile per stalking e minacce. Lo ha deciso il Gup del Tribunale riminese, Sonia Pasini. Il giudice ha anche respinto la richiesta di perizia psichiatrica per rischio suicidio avanzata dai difensori del giovane in carcere a Forlì dall’11 gennaio scorso, all’indomani dell’agguato con l’acido. Il processo per la violenza con l’acido sotto casa di Gessica non è ancora stato fissato.

Come aveva promesso, Gessica Notaro si è presenta per la prima volta al tribunale di Rimini, mostrando come è stata ridotta dall’agguato con l’acido del 10 gennaio scorso:Ho la febbre, ma ci sarò lo stesso. Andrò in aula perchè voglio che mi veda in faccia“, queste le sue dichiarazioni qualche giorno prima dell’udienza. Protetta da un paravento ha assistito all’udienza sino a che le sue condizioni glielo hanno permesso. Per l’uomo, che non era presente, gli avvocati Andrea Tura e Riccardo Luzi hanno presentato una richiesta di perizia psichiatrica per rischio di suicidio, non accolta dal giudice Sonia Pasini. L’udienza non riguardava l’aggressione, ma le accuse di minacce e stalking di Tavares contro la giovane e un suo amico e di maltrattamenti al cane della ragazza. Minacce che avevano portato all’ammonimento di Edson e all’obbligo di starle ad almeno 50 metri di distanza, anche se la Procura aveva chiesto ai giudici di arrestarlo. Il Gup ha inoltre accettato la richiesta di costituzione di parte civile della Regione per violenze di genere.

Il pm che si sta occupando del caso, Marino Cerioni, chiederà che anche l’Ausl venga considerata parte offesa contro Tavares. Secondo l’interpretazione del magistrato, Tavares deve risarcire l’Ausl per i gravosi costi sostenuti per curare Gessica. La tesi che il pm porterà a sostegno della sua richiesta è il fatto che tutte le spese dell’Ausl per le cure, le terapie e gli interventi chirurgici subiti da Gessica siano stati causati dal folle gesto di Tavares. Si vuole dimostrare che l’agguato del 10 gennaio non ha soltanto ferito e segnato Gessica per sempre, ma ha pesato su tutta la collettività per le cure sanitarie che la ragazza ha dovuto ricevere in seguito a quell’episodio. È la stessa motivazione di fondo che ha spinto il Comune di Rimini e la Regione a costituirsi parte civile: secondo i due enti infatti, l’aggressione a Gessica è stata una ferita inferta a tutta la comunità riminese ed emiliano-romagnola.

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