Berlusconi e le due dita rotte nella portiera dell’auto

Ancora Berlusconi, ancora brutte notizie. Il Cavaliere si è rotto due dita della mano nella portiera dell’auto. Il tutto nel pieno del periodo della sua convalescenza dopo il delicato intervento al cuore.

Nonostante Berlusconi vorrebbe un periodo rossonero, purtroppo sembra sempre più essere di un solo colore. E i suoi problemi non si limitano alla cessione del Milan. Il Cavaliere, infatti, sta affrontando una convalescenza in seguito all’intervento a cuore aperto che lo ha visto ricoverato all’ospedale San Raffaele di Milano per quasi un mese (esattamente 29 giorni). Da poco tempo, infatti, Berlusconi era finalmente tornato a casa dove avrebbe dovuto affrontare un periodo di assoluto riposo, questa volta disturbato da un incidente: due dita rimaste chiuse nella portiera della macchina.Un incidente forse anche di poco conto, che però diventa più “problematico” per una persona nelle condizioni in cui versa Berlusconi. (LEGGI ANCHE: Silvio Berlusconi dopo l’intervento è sveglio e in ottime condizioni) È così, che quello che sarebbe dovuto essere un riposo assoluto si sta trasformando in un periodo di  stress.

E se durante la sua permanenza all’ospedale San Raffaele di Milano non si parlava altro che delle lacrime di Francesca Pascale, dopo l’intervento di lei sembra non esserci più traccia. Che sia fonte di ulteriori pensieri questa rottura? Fatto sta che il Cavaliere dopo l’intervento non riposa quanto dovrebbe. Un riposo che nel suo caso, considerando i fattori di età e dell’intervento delicato che ha avuto, dovrebbe certamente essere di più.

Il Cavaliere nel suo periodo di convalescenza si trova a dover affrontare questioni importanti nella sua vita e nella sua carriera anche politica. Non solo incerto il futuro del Milan, ma altrettanto incerto quello del partito di Forza Italia. Proprio per questo nonostante l’infortunio Berlusconi ha voluto incontrare ugualmente i capigruppo Brunetta e Romani, ricevendoli ad Arcore, ribadendo la sua posizione in merito al referendm di ottobre: il no all’Italicum.

Silvio Berlusconi

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